Recensioni

6.6

I Pumarosa sono fuori dal tempo, ma questo non è un problema. Se l’esordio immergeva lo sperimentalismo dei Radiohead in un sound rétro preso dagli anni Settanta, Devastation mette avanti gli orologi e instilla ai ritmi sciamani della band dosi drum ‘n’ bass e urban. Lo fa partendo sempre da loop ipnotici su cui Isabel Munoz-Newsome stende le sue parole salmodianti. Anche in questo caso la sensazione che lunghe sessioni strumentali siano state ridimensionate in formato canzone conferma l’eclettismo del quartetto art rock londinese.

Basterebbe la sola Into The Woods a sintetizzare tutto questo, ma il secondo album dei Pumarosa spinge anche sull’acceleratore dell’esoterismo (I Am Lost) e non ha paura di mostrare le analogie col precedente The Witch (Fall Apart). Anche se alla lunga il disco perde di effervescenza, il suo fascino gioca un ruolo fondamentale. È difficile, infatti, fermare il flusso di mantra, riff liquidi, sample e sferzate rock che imperversano. Sicuramente i Pumarosa raggiungono il massimo della loro efficacia durante i live, quando la loro musica si fa catalizzatrice di sensazioni primitive. Il potenziale della band in studio, invece, non è ancora esploso del tutto: se i britannici riusciranno a concentrare le loro anime art e rock psichedelico imbastardito dall’elettronica in brani ancora più intensi e privi di dilatazioni eccessive, faranno quadrare il cerchio. Qualora ci provassero, potrebbero diventare irresistibili.

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