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A poche settimane dalla quinta edizione del festival Nyege Nyege, la piccola label HAKUNA KULALA, sotto-etichetta della più celebre casa discografica che all’importante rassegna africana dà il nome, pubblica la quarta uscita di questo suo 2019: il secondo EP di Rey Sapienz arriva a poco più di un anno dal suo primo exploit, confermando il proprio autore come un altro interessantissimo esponente della fertile scena musicale della Repubblica Democratica del Congo, dopo quei KOKOKO! di cui parlavamo con grande e legittimo fervore a inizio estate. Anche Rey è originario della capitale Kinshasa, ma stabilitosi nella provincia settentrionale del Kivu Nord ha iniziato a sviluppare un percorso sonico che trova nel nuovo Mushoro il proprio, temporaneo, culmine, in attesa delle future evoluzioni.

Elettronica, hip-hop e memorie dancehall incontrano nell’EP alcune delle tradizioni musicali autoctone (come kalindula e soukus), per un risultato decisamente fuori dal tempo e contemporaneamente spesso irresistibile: è un beat rallentato quello che apre l’album con la traccia omonima, con il flow di Rey più vicino a una filastrocca robotica che a qualsiasi stereotipo africano; lo stesso incedere narcolettico, nonostante un ritmo più vicino al gqom, caratterizza la successiva e strumentale Ngando, mentre Anti Machine si posiziona su coordinate più riottose e militanti, arrivando vicina al rough-kuduro proposto dall’angolano Nazar lo scorso anno su Hyperdub.

Quest’attitudine marziale che accomuna molte proposte elettroniche contaminate da suoni e ritmi africani ritorna anche in una Nzela Mabulu che nasconde bassoni roboanti degni di The Bug (un altro per cui la bass-music non è soltanto svago e danza, ma anche militanza e presa di coscienza) dietro ancestrali melodie synthetiche, su cui l’artista pare mettere in scena un acceso confronto dialettico tra passato e futuro. Soltanto sul finale dell’opera le atmosfere si fanno meno opprimenti: Ententainment, con il suo beat implacabile e ancora una volta assai influenzato dal sud-africano gqom, è, alla sua maniera spettrale e scattosa, il momento più smaccatamente dance di tutto il lavoro.

Nel mondo globalizzato del 2019, Mushoro di Rey Sapienz mantiene la propria unicità, ma il suo messaggio ed i suoi grooves suonano universali e coinvolgenti a tutte le latitudini.

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