Recensioni

Gli ultimi lavori della compagine allargata dei To Rococo Rot non hanno certo svoltato alcunché nel panorama elettronico (deludente Speculation, praticamente fan only Inside The Ships a firma Tarwater, discreto ma non decisivo The Africa Chamber di Mapstation) e la stessa cosa sarebbe accaduta oggi se Robert Lippok, che aveva goduto di buone recensioni ai tempi di Falling Into Komëit e Tesri (con Barbara Morgenstern), si fosse ripresentato con un album dalle sonorità pop di marca strettamente mittel-berlinese. E invece dal meno prolifico dei due fratelli e della family (ovvero da chi non te l’aspetti) arriva il rinnovamento, con un disco all’altezza di Amateur View.
Aprendo alla concreta (oculati campionamenti animali e naturali), asciugando l’elettroacustica e soprattutto gli amati loop e lallazioni sul sample, Robert trova un’intersezione perfetta tra l’estetica minimale e geometrica della ragione sociale palindroma e la carriera solista.
Techno-dub (Unfold) infusi in tribalismi/esotismi (Inphase), un’elettronica al calor bianco (whitesuperstructure) rinverdita di ritmi bass (Sugarcubes), free jazz o funk (Nycycle), codici morse che s’innestano segmenti di legni e ferri, un’idm tronica luccicante o un’etnica passata ai raggi di una bicicletta (Slowdancingform con echi di Four Tet), sono le sfaccettature di un grande lavoro d’ars elettronica, l’ennesimo da annoverare a un’etichetta in considerevole rinnovamento estetico (Alva Noto, Byetone, Vladislav Delay). Bravo Lippok e lungimirante Raster Noton.
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