Recensioni

Dopo il passo falso di Hotel Morgen risalente oramai a un lontano 2004, e l’altrettanto interlocutorio eppì commissionato per il cinquantesimo anniversario del font tipografico Helvetica (abc 123) nel 2007, i To Rococo Rot ritornano con il più volte dichiarato (e posticipato) album “suonato”. Suonato innanzitutto da strumenti rock come chitarra, basso e batteria, in simbiosi come se la band stesse suonando ad un live show ha dichiarato il portavoce Stefan Schneider.
Speculation, sesto album lungo dei tedeschi, è un ritorno al passato: un tentativo di azzeramento che riallaccia il trio ai numi tutelari di sempre (i Tortoise) e al contempo rimette il sangue krauto in circolazione attraverso soffici ritmi motorik e altrettanto proverbiali geometrie a incastro. Un misto di propulsione e rilascio (letting go), il disco è stato concepito nello studio dei Faust, altro tassello che conferisce un decisivo tocco di “vintage modernità” ed autoreferenzialità storicizzante.
L’incertezza sul futuro con la quale l’album starebbe facendo i conti, non è che una session di vecchi amici che nel frattempo sono diventati consapevoli e tecnicamente preparati, ma senza una seria volontà d’aggiornamento o di messa in discussione, come avvenne per esempio ai tempi del loro primo tentativo in Music is a Hungry Ghost.
Infine, come non negare a Speculation la natura nostalgica: quel ’96 in cui, sulla scorta di Chicago e del post rock, i tre avevano sperimentato la sensazione di non avere limiti né barriere tra jazz, rock, techno, kraut, cosmica e ambient. Bei tempi andati…
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