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La collaborazione con altri artisti Robyn l’aveva già sperimentata con i Röyksopp l’anno scorso, assestandosi su un buon pop melò che ben avvolgeva la sua voce nordica su binari dancey. Il nuovo EP in collaborazione con il tastierista del suo gruppo Markus Jägerstedt e con il produttore svedese Christian Falk (scomparso purtroppo lo scorso anno durante la produzione di questo lavoro) va in una direzione più dance e riporta a galla le migliori qualità della sua voce, che nel 2010 aveva sbancato con Body Talk. I tre si conoscono dalla nascita, e la perdita di Falk non ha interrotto il completamento di questo EP, anzi ha aumentato la voglia di lavorare sulla qualità.

Come nel suo album più importante, anche qui si viaggia su mondi diversi: la proto-disco con flavour pop-sudamericano-à-la-Diplo della title track (bello il featuring con la cantante Maluca, già presentato in anteprima da Annie Mac nello show radiofonico su BBC 1), lo standard nordic pop di Lose Control, il “vocoderaggio” che fa il verso a Madonna e a Moroder in Got To Work It Out, la spinta disco-diva ’80 di Set Me Free e per finire la cover uptempo jazzy di Arthur Russell Tell You (Today), già inclusa nella compilation Master Mix, che riporta il discorso in una New York di fine anni ’70.

Un EP estivo, senza tante pretese, ma che riesce a coniugare le diverse anime della cantante, puntando sul dancefloor e lasciando da parte, per il momento, l’introspezione. Dopo quattro anni di analisi, arrivare a delle “good vibrations” così intense è sicuramente un successo. Pronta per la pista e per innumerevoli remix, Robyn resta una certezza del mondo pop dance. Sarà interessante vedere come rielaborerà gli input in un nuovo e imminente full length.

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