• Lug
    27
    2018

Album

Brainfeeder

Add to Flipboard Magazine.

La musica elettronica, nella sua accezione meno accademica e più dance-oriented, è sempre stata centrale nella famiglia di Felix Clary Weatherall: il padre del dj e producer londinese meglio noto come Ross From Friends era infatti un verissimo appassionato della scena rave ed acid-house tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta, tanto da spingersi con un gruppo di amici, e con un vecchio autobus dismesso ed il sound-system pronto per ogni occasione, in giro per l’Europa, fino alle ex Repubbliche Sovietiche, appena uscite dall’isolamento (Berlino fu attraversata due volte durante quell’esperienza: se all’andata era ancora una città divisa, al ritorno ormai il Muro non c’era più).

Fu durante quel viaggio che i genitori di Felix si conobbero: la madre si unì alla spedizione munita di videocamera per riprendere e documentare tutta l’avventura. Parte di quelle riprese è divenuta ora il video per l’IDM balearica e riverberata di Pale Blue Dot, secondo singolo tratto da Family Portrait, il disco d’esordio di Ross From Friends in uscita per Brainfeeder, label che esula temporaneamente dal funky-jazz delle ultime uscite (l’iperprolifico Thundercat, per fare un nome) per riscoprire un vena electro spesso sopita, ma fondamentale nel percorso dell’etichetta fondata da Flying Lotus.

Un disco d’esordio, dunque, che s’ispira alla rivoluzionaria epopea acid e ai festival illegali e autarchici dei primissimi nineties, ma che suona anche totalmente contemporaneo e straordinariamente sofisticato nel suo mix di bpm serrati e melodie emozionali: a partire dalla crepuscolare e ritmicamente complessa Thank God I’m a Lizard, prima vera traccia dell’album dopo una breve introduzione, veniamo travolti da una serie di intuizioni strepitose, dove campioni vocali di folgorante bellezza si accompagnano a struggenti memorie vintage (The Knife), dove l’estasi pomeridiana dell’house più black (Wear Me Down) lascia spazio a tessiture techno cerebrali e futuriste (Project Cybersyn, la conclusiva The Beginning), dove la nostalgia retromaniaca (la perfetta house notturna di R.A.T.S.) si sublima tra lezioni di electro-wave carpenteriana (Back Into Space) e virtuosismi digitali (l’irruzione nei paesaggi irregolari della drum’n’bass con Parallel Sequence, il morbido downtempo di Don’t Wake Dad). È proprio quest’eclettismo raffinato, chiaro segno del lavorio accurato e incessante dedicato a Family Portrait, il collante che ha permesso Ross From Friends di confezionare un debutto capace di suonare senza tempo, quindi già classico.

27 Luglio 2018
Leggi tutto
Precedente
Bellini – Before The Day Has Gone
Successivo
Gary Ross – Ocean’s 8

album

recensione

recensione

artista

recensione

recensione

artista

artista

artista

Altre notizie suggerite