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Quella dell’olandese Erik Jong, in arte Rx-101, è una storia che soltanto in quest’epoca di world wide web, di distanze azzerate e riscoperte casuali, sarebbe potuta accadere: Erik nella seconda metà degli anni novanta inizia a produrre musica elettronica nella solitudine della sua cameretta ispirato da Aphex Twin e dai suoni promossi dalla sua etichetta Rephlex. È una passione che però non dura e tempo qualche anno, già nel 1999, abbandona le sue velleità musicali e artistiche, riponendo quanto registrato fino ad allora su cassetta in alcuni scatoloni destinati a prender polvere in soffitta. Poi succede quello che non ti aspetti: Erik riscopre le proprie composizioni e decide di caricarle su Soundcloud. Qui iniziano ad attirare sempre più attenzioni: i primi sono proprio i fan di Aphex Twin che inizialmente credono che Rx-101 sia un nuovo alias dietro cui si nasconde lo stesso Richard David James, ma poi arriva anche Suction Records, label canadese che rappresenta un verissimo punto di riferimento per i suoni electro e techno, ed inizia la seconda parte di questa storia.

L’etichetta di Toronto avvia la pubblicazione ufficiale del materiale firmato Rx-101, prima con una serie di EP e raccolte varie e adesso con questo vero e proprio album, l’unico realizzato dall’olandese, inedito per tutta la sua durata. Dopamine è aperto dai sei minuti pulsanti e familiari della title track, così da chiarire immediatamente e con genuina eleganza tutti i debiti che lo legano all’idm anni novanta: i seguenti dodici brani si confermano docili schizzi ambient-techno dal calore analogico e dall’attitudine rigorosamente homemade e, nel loro rincorrersi placido, disegnano un percorso tanto coeso quanto divertente. Nell’insieme, coerente ma non piatto, spiccano una Helium Spheres che ai consueti synth ovattati aggiunge un basso quasi funk, l’inaspettata e morbida sensualità di Those Friday Evenings…, il retrogusto industrial della breve Docking, l’assalto techno aperto da Pulse Shaper e portato a compimento con la successiva e massiccissima Floating Waves e la lunga e conclusiva Frogus Esophagus, dove quieti ed imperturbabili beat sembrano avventurarsi come per la prima volta fuori dal tepore di casa, contaminandosi con tenebrosi field-recordings e aumentando la già importante sensazione di spazialità del suono di Rx-101.

Nell’instabile equilibrio tra retromania furbetta e la sincera e passionale qualità del materiale contenuto in Dopamine (e non solo) che caratterizza Rx-101, per nostra fortuna è la seconda a prendere il sopravvento: dobbiamo quindi ringraziare Suction Records per quest’operazione che ci ha permesso di scoprire un artista per cui l’oblio sarebbe stato indubbiamente immeritato.

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