Recensioni

7.2

Primo disco solista di Samuel Romano dei Subsonica, Il codice della bellezza è un’inaspettata gemma pop con inserti di elettronica che fa emergere canzoni che non sentivamo più da anni nei lavori del gruppo di provenienza. Il viaggio in solitaria del cantante della band torinese ha fatto germogliare la creatività e l’ispirazione, consegnando alle stampe un disco che parla quasi sempre d’amore in modo intelligente e senza leziosità.

La proposta di Samuel viene espressa con la giusta dose di anima, e la produzione di Michele Canova ha aumentato la capacità espressiva del cantante, fondendo alla perfezione suoni elettronici e il calore della voce. Il disco nasce embrionalmente a New York nel maggio 2016, in studio con Jovanotti e Canova, produttore di molti artisti italiani pop contemporanei (Tiziano Ferro, lo stesso Jovanotti, Fabri Fibra, Gianni Morandi, Luca Carboni e altri). Lì hanno preso forma cinque pezzi del disco, tutti in sintonia con le sonorità di Ora: il basso polposo di Niente di particolare, la ballad visionaria La luna piena (già inserita come colonna sonora nel prossimo film di Walter Veltroni in uscita a maggio 2017), il bel disco-synth-pop à la Róisín Murphy/Gus Gus di Più di tutto, l’entrata in uptempo reggae de La statua della mia libertà (uno dei pezzi più belli, che ricorda peraltro il singolo del 2016 In questa grande città con i Tre allegri ragazzi morti) e per finire il duetto con Jovanotti in Voleva un’anima, mix di tastierine anni 90 e bassi liquefatti.

Il disco risente dell’influenza della “cumpa” di Jovanotti (nell’organico sono presenti anche Riccardo Onori e Christian Rigano, chitarrista e tastierista di Cherubini), ma questa nuance non pesa, anzi valorizza la voce e la capacità compositiva di Samuel Romano, che esce a testa alta anche da altri pezzi, come la title track (una bella synth ballad 2.0 molto ispirata che va a parare su territori vicini ai Depeche Mode), Vedrai (singolo presentato al festival di Sanremo e in puro stile pop Cesare Cremonini) o i singoli che hanno anticipato l’album: il dance adult pop de La risposta e Rabbia.

Samuel, oltre a cantare in modo ispirato, scrive testi che analizzano le molte facce dell’amore in modo propositivo e attivo: il verso «se io resto fermo allora muoio» potrebbe essere il motto (politico?) del disco, un vitalismo quantomai necessario in un periodo di incertezze e crisi come l’attuale. Il codice della bellezza prende il meglio da quello che ci può capitare ogni giorno, da ogni immagine e discorso, dalle situazioni che viviamo con i nostri amori o presunti tali. Il primo grande disco di pop italiano del 2017.

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