Recensioni

7.2

Mai dare nulla di scontato. Da un album di Samuel Rohrer, batterista di alto lignaggio new jazz e maestro di improvvisazione, un terzo del progetto elettroacustico Ambiq con Max Loderbauer e Claudio Puntin, ci si poteva attendere eleganza, ricerca, un po’ di spocchia di area ECM… E invece, affrontando di fatto il suo esordio come one man band, lo svizzero (classe 1977, residente dal 2003 a Berlino) spiazza sfornando un lavoro che sguscia fuori dalla bambagia e si propone come un interessante, a tratti irresistibile, catalogo rhythmatico. I suoni sono tutti elaborata farina dei suoi sacchi, sia acustici (drumkit, percussioni, piano preparato, cetra detuned e found objects vari) che sintetici (basso moog, mini synth e altre diavolerie), combinati in un dettagliato divertissement digitale à la Matthew Herbert che sfocia spesso e volentieri in una techno quartomondista vibrante e mai appagata: un fiume percussivo nel quale non ci si bagna mai due volte. Colpisce soprattutto l’incontro-scontro tra freddezza teutonica e calore africano: Jaki Liebezeit e Tony Allen che si contrappuntano reciprocamente, mentre in cabina di regia Moritz von Oswald fa un solitario con un mazzo di Strategie Oblique.

Nella foresta di suoni di Microcosmism ci si deve aprire la strada col machete, ma ondeggiando per seguire il ritmo; in Lenina la tensione tra natura acustica e cultura sintetica si risolve in una quasi-techno afrobeat da 128 bpm; in Nimbus emerge tutta la sapienza ritmica di Rohrer (e qualche ingenuità nella scelta dei preset di accompagnamento). Dopo la parentesi ambient di Sunclue, le conclusive War On Consciousness (tra Jah Wobble e Material) e Uncertain Grace giocano con il fuoco delle echo machine e dei poliritmi, alla ricerca di una quadratura, sulla carta improbabile, tra kraut e dub techno. La materia di cui è fatto l’album si presta ottimamente alla Nobile Arte del Remix: sono già annunciati due EP (uno in arrivo a giugno) con reinterpretazioni di Burnt Friedman, Ricardo Villalobos (che già si era prestato alla bisogna per gli Ambiq) e dei Vilod (Villalobos e Loderbauer: la loro versione di Uncertain Grace è già disponibile nel widget della nostra scheda) che ne distilleranno sperimentalmente i vapori più danzabili.

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