Recensioni

8

La collaborazione tra Scott Walker e i Sunn O))) parte dal 2008, quando Stephen O’Malley e Greg Anderson avrebbero voluto la voce del genio contemporaneo nella loro Alice, poi inserita in Monoliths & Dimensions, uscito un anno dopo; l’incontro si è concretizzato solo nel 2013, con Soused a siglarne il connubio, un album di fatto walkeriano, scritto con gli americani in mente.

Trattasi di cinque pezzi di lunga durata, prodotti da Scott e dal fido Peter Walsh, nei quali la melodia e il recitato-cantato (caratteristica di Walker da un po’ di anni a questa parte) restano più o meno i medesimi dell’ultimo capolavoro Bish Bosch (risalente al 2012), mentre la parte musicale diventa ancor più un insieme variegato, che supera le singole parti; in questo caso una delle basi è rappresentata dall’experimental metal dei Sunn O))) – nel disco è presente anche Tos Nieuwenhuizen – , che non si fa però predominante, ma si fonde in modo sorprendente ed organico con il mood narrativo e musicale dell’artista.

L’opener Brando inizia melodicamente per scivolare man mano nelle atmosfere dark metal Sun O))), per riassumere poi la forma-canzone (se così si vuol chiamare) lirica ed espressionista che ben conosciamo; Herod 2014 nei suoi tesi dodici minuti si avvicina molto alle atmosfere ritmiche e dilatate del penultimo disco, con il suo mood cinematico e drammatico, così come Bull, mentre Fetish sembra provenire diretta da The Drift (2006). A chiudere Lullaby, a suo modo ninnananna melodica ed espressiva.

Soused non cristallizza Walker in un cliché, come sarebbe potuto succedere dopo aver ripetuto la formula più volte, ma dà nuova linfa musicale ed espressiva alla sua musica; ancor meno oscuro dei due precedenti lavori, il connubio con Sunn O))) libera in un certo senso le atmosfere chiuse e oppressive del Nostro, che in questa occasione si fa più” leggero” ed accessibile, ancor più dilatato e narrativo. Sempre inarrivabile.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette