Recensioni

Anche questo nuovo Shake the Shudder prosegue il processo di “addomesticamento” dei !!! definitivamente palesato con il precedente As If. Ormai definitivamente certificato l’abbandono delle urgenze più graffianti e tipicamente made in NY degli esordi, la maniera impera trasversale: basta punk e basta abrasione, e l’ago della bilancia è una volta di più spostato – e lì sembra voler restare – verso una plasticosa ballabilità funkettosa e pailettosamente primi ’80. Quindi zeppe e lustrini a iosa, irrimediabilmente asserviti a glutei sodi e bramosi di agitarsi su un tappeto ritmico che mai scarta dal canovaccio house più canonico. Non che tutto questo sia necessariamente un male, sia chiaro. Anzi, l’evoluzione di Offer e soci è stata ben dosata e a suo modo necessaria, forse proprio inevitabile, come peraltro già scriveva il nostro Bridda meno di due anni fa.
Resta però sullo sfondo lo stesso fantasmino di allora: quello di una godibilità spensierata e liberatoria, riuscita e divertente nella sua catarsi smaccatamente danzereccia, ma che dopo aver conquistato scivola via con la stessa facilità. Due singoli – The One 2 e la programmatica Dancing Is the Best Revenge – non eclatanti ma riusciti, diversi buoni pezzi e qualche onesto riempitivo che non conquista ma che resta comunque al di sopra della soglia di guardia. È abbastanza, a tratti è anche bene; benissimo, quello mai. A luci e strobo spenti, insomma, resta un po’ poco. Si sculetta e ci si diverte, con un equilibrato mix di goliardia e nostalgia; subito dopo però si sente il bisogno di passare ad altro, e senza troppi rimpianti.
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