Recensioni

A volte le false partenze sono salutari, di sicuro lo sanno Asha Lorenz e Louis O’Bryen. Conosciutisi tra i banchi di scuola, i due scrivono musica dal 2014 e dopo anni di trasmutazioni sonore eccoli a debuttare con Sorry. Il disco d’esordio di questa nuova incarnazione artistica è 925 e di non facile decifrabilità. Sicuramente ci troviamo di fronte alla conferma che gli anni Novanta stanno dilagando nel Regno Unito, forse si tratta di una reazione a Brexit e tempi duri: un tentativo di tornare a un periodo storico in cui, messi da parte i pugni duri della Iron Lady, la Union Jack riconquistava il mondo, questa volta brandita da Blur, Oasis, Spice Girls e molti altri alfieri della musica proveniente dall’isola.
I 90’s, quelli alternativi degli Elastica, sono già ben presenti nei Porridge Radio, che in questa prima parte dell’anno sono sulla bocca di tutti. Ebbene, anche nei Sorry queste sonorità fanno capolino (Starstruck), ma sono qui interpolate con più impudenza a echi 80’s (Right Around The Clock) e persino a caotici brani jazz mutevoli, come nel caso di Rock ’n’ Roll Star. 925 riflette alla perfezione il presente e il passato di questa coppia artistica: pur essendo riconoscibile in più tratti, raccoglie tredici brani eterogenei che gettano l’ascoltatore in un limbo privo di riferimenti ben precisi. E non è detto che sia un male. Soprattutto in relazione al pop rock radio friendly di More o Perfect.
La varietà e le sirene catchy di questo lavoro fanno il paio con il piccolo grande limite degli “esordienti” Sorry: all’interno del flusso di canzoni non c’è movimento, l’ascoltatore si lascia trasportare attraverso vari mood da un cantato e da chitarre incastrate in un preciso e inamovibile set sonoro. C’è da dire, però, che il dinamismo e l’imprevedibilità che i due hanno alle spalle potrà giocare un ruolo determinante nel superamento di questo ostacolo. Vedremo, e nel frattempo non disdegniamo l’ennesimo album interessante che viene da North London.
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