Recensioni

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Ci sono produttori che centellinano le loro uscite discografiche, talvolta preferendo sfruttare l’onda lunga di un brano di successo o semplicemente lavorando di cesello in studio. Ce ne sono altri, quelli che potremmo invece definire prolifici, che affollano il mercato con un fuoco di fila di pubblicazioni, talvolta sotto pseudonimo ed affidandole contemporaneamente a molteplici etichette. E poi c’è Special Request aka Paul Woolford, per il quale, a questo punto, l’aggettivo “prolifico” sembra perfino riduttivo. A questo proposito, in una recente intervista il britannico ha affermato: «Sento l’urgenza di dover lavorare al mio lascito artistico finchè sono ancora in giro». Soprattutto durante questo 2019 Woolford si è superato, dando alle alle stampe due album, a cui si aggiunge questo nuovo Offworld, mentre un quarto LP è già annunciato per le prossime settimane. Tutto questo a solo un paio d’anni scarsi di distanza dal doppio Belief System, sorta di monumentale London Calling della UK bass music, e parallelamente alla ricca discografia firmata con il proprio nome anagrafico, veicolo per le sue produzioni riempipista di cui You Already Know è il più recente successo.

In questo disco il produttore ha stilisticamente concentrato i propri sforzi in una direzione ben precisa, cercando per sua stessa ammissione di fondere il Detroit sound di marca Metroplex con il funk elettronico di Minneapolis, del quale il pionieristico duo composto da Jimmy Jam e Terry Lewis è stato per tanti anni l’indiscusso campione. Gli incastri di cassa e rullante, gli hi hats in sedicesimi ed i bleeps e bloops tipici dell’electro funk di metà 80s hanno preso in questo caso il posto dei breakbeat a rotta di collo imperanti in Vortex, il suo omaggio all’era d’oro della rave music uscito la scorsa primavera, mentre l’immediatezza delle melodie e delle bass lines, le melanconiche atmosfere e la sensibilità quasi pop che percorre le sette tracce in esso contenute contrasta con le labirintiche complessità degli intrecci di sintetizzatori di Bedroom Tapes, pubblicato lo scorso giugno, con i suoi riferimenti alla “Warpiana” IDM dei 90s che tanto ha influenzato Woolford nei suoi esordi.

L’iniziale 237​,​000 Miles, grazie ad una melodia vocale super catchy presa in prestito da un oscuro progetto electro disco anni ottanta, rappresenta la perfetta unione tra gli stili che Special Request ha voluto in questo caso sposare. La seguente Shepperton Moon Landing è più notturna e dancefloor oriented mentre i brani successivi, tutti strumentali, espandono i temi in maniera ispirata e contagiosa fino alla conclusiva Floatation, remix in salsa ambient del successo del 1990 firmato dai The Grid che dona autenticità ad un album che indubbiamente gioca molto sul fattore nostalgia, segno distintivo questo di tutta la discografia di Special Request, ma lo fà con piglio moderno risultando piacevole ed avvincente dall´inizio alla fine, e convince soprattutto se visto come tassello di un progetto discografico più esteso di cui la quarta parte, come già accennato, è di imminente uscita. A dimostrazione che una volta tanto, la prolificità non va a scapito della qualità. Un motivo in più dunque per continuare a tenerlo d’occhio.

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