Recensioni

7.4

Puntualissimo rispetto a quanto preannunciato ai tempi della pubblicazione del live Miracoli, arriva Like Lazarus, quarto album per i siracusani Suzanne’Silver, band in cui milita il multistrumentista Carlo Barbagallo, ben noto ai frequentatori di queste pagine per la densa e sfaccettata attività solista e non. I Suzanne fanno blues psych destrutturato, cangiante, aggressivo ma pronto ad illanguidirsi lungo malinconie ebbre, sicuramente memore della pregnanza acida dei tardi Sixties però votato ad inseguire algoritmi kraut febbrili.

Certi pezzi fanno pensare ad una congettura arty in bilico tra Damon Albarn e Mark Lanegan con generoso condimento di alterità post-rock (You Might Be Hurt), altri insistono sul tasso lisergico per poi deragliare seriali come un mash up tra Grateful Dead e Oneida (As A Child), altri ancora vibrano teatrali e sardonici come una marcetta Doors tra botole motoristiche pronte ad ingoiare il mood in un gorgo di visioni lacere, balzane e languide (Tomorrow Ear), talora ossessivi come una prassi di rivelazioni lancinanti (6 A.M.). Ovunque si avverte un’attitudine pronunciata per le trame erratiche e sfilacciate che concede margine al fuori programma, lasciando ribollire la pancia e sfrangiarsi i bordi, tra tumulti percussivi, pennellate d’organo e clangori di chitarre.

Ogni canzone è quindi un crogiolo che però non rinuncia a far battere il cuore di melodie intense, colte tra malanimo, abbandono e urlo primordiale (Paper Of The Way). Una band, insomma, che diresti arcaica, gravata da insopprimibili retaggi garage-blues e visioni tardo-psych, eppure senza un grammo di nostalgia: è più un’angolazione, una provenienza che implica una dimensione, abbastanza immune al patibolo dell’attualità. Gran bel disco.

P.S.
C’è anche una sorta di bonus-album in downlaod gratuito, Lampi Grevi, il risultato di un giorno di improvvisazioni durante la lavorazione di Like Lazarus. Sette tracce all’insegna di collassi, delirio, estro e sberleffo, tra ammiccamenti zappiani che non si limitano ai titoli.

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