• apr
    08
    2016

Album

Moshi Moshi

Add to Flipboard Magazine.

Thomas Sanders lo aveva chiarito fin da gennaio – mese dell’annuncio dell’arrivo di un secondo album per i Teleman: quando si lavora su un disco è fondamentale approcciarvisi senza prendersi mai troppo sul serio, ristorando il cuore con un po’ di spensieratezza. Del resto se alla band stessa è piaciuto il processo creativo di imbastimento e costruzione di ogni pezzo, allora sarà più probabile che anche il pubblico, in qualità di estraneo alle fasi di scrittura, registrazione e produzione, riesca a godere appieno della musica.

Brilliant Sanity è proprio questa teoria – se così vogliamo definirla – esplicitata in undici brani dalla spiccata ironia, sia dal punto di vista dei testi, sia da quello meramente musicale: quel qualcosa che aveva caratterizzato anche i Pete & The Pirates d’inizio anni Duemila, le cui ceneri sono state un ottimo fertilizzante per la nascita nel 2012 del quartetto di Homerton. La differenza rispetto alla vecchia formazione di Sanders è che l’indie rock si è convertito in pop, adeguandosi a canoni di forte orecchiabilità e abbracciando senza alcun timore l’elettronica. Questo secondo lavoro conferma tale tendenza, ma lontano dal precipizio pronto ad accogliere la maggioranza dei gruppi che si trovano ad affrontare un nuovo capitolo dopo un esordio positivo (Breakfast nel caso dei Teleman).

Il singolo Dusseldorf, semplice nelle sue linee di chitarra che si intrecciano ai synth e alla parlata arricciata di Sanders, funziona alla perfezione ed è irresistibile. Fall In Time si apre con note di pianoforte su cui le parole «Every time I’m alone with you the air gets heavy and drips like glue» fanno presagire un sentore di canzone d’amore dal ritmo più pacato, quando in realtà arriva un climax ascendente e strumentalmente stratificato che esplode dolcemente in un ritornello facile da ricordare. Glory Hallelujiah ha un tono di coralità e condivisione, mentre la title-track dà spazio a una ritmica terzinata sopra cui le schegge di chitarra si accavallano a tastiere minimaliste à la Hot Chiplasciando che subentri poi una Superglue con il suo andazzo psichedelico.

È difficile rimanere delusi da Brilliant Sanity, quasi come se i Teleman si fossero sforzati di plasmare a propria immagine e somiglianza la forma ideale di canzone indie pop senza scadere in banalità, arrangiamenti mal pensati o errori impeccabili. Anzi, dimostrando di essere capaci di alternare ballate (Melrose o Devil In My Shoe), canzoni danzerecce (Dusseldorf) e rock (Tangerine, Drop Out) in modo coerente ed entusiasta.

12 Aprile 2016
Leggi tutto
Precedente
Gallant – Ology Gallant – Ology
Successivo
Cosmo – L’ultima festa

album

recensione

recensione

recensione

recensione

recensione

recensione

artista

Altre notizie suggerite