Recensioni

Con il suo terzo EP in uscita il 24 marzo, Tessela continua a cavalcare a testa alta il cavallino rampante dell’R&S Records, l’ormai storica etichetta elettronica belga, e lo fa galoppando verso orizzonti che hanno poco di terrestre e molto di outer space. Bottom Out, come lo stesso titolo suggerisce, è frutto della sperimentazione, del desiderio di raggiungere il limite, cosa che il producer britannico pare riesca ad ottenere ad ogni nuova uscita, sin dal suo esordio nel 2011. Un ritorno ai bassifondi e alle origini del fare techno, tra minimal funk macchinico prodotto da drum machine, circuiti che friggono e sprawl industriale.
Russell si mantiene fedele al metodo di produzione che ormai lo contraddistingue, la decostruzione dei generi. La jungle (che aveva caratterizzato il suo primo e ottimo lavoro da dancefloor, Nancy’s Pantry) qui viene del tutto abbandonata; restano ancora tracce breakbeat e richiami industrial fedeli all’approccio DIY. E, ovviamente, Roland 303 come se non ci fosse un domani. Nel complesso, viene davvero difficile credere che questo ragazzo sia cresciuto nel Regno Unito degli anni duemila, e non nella Detroit anni ’80 di Derrick May e Juan Atkins.
La title track merita particolare attenzione per il suo sound design accuratissimo, con campionamenti secchi e futuristi, una buona dose di clap dal riverbero saggiamente calibrato e kick mai eccessivi, orchestrati in uno stop and go progressivo che sul finire della traccia prende la forma di una danza estatica (confronta con le atmosfere di Gateway). Il tutto potrebbe mettere alla prova l’ascoltatore, ma in maniera sempre ammiccante ed ironica. Il producer stesso ha dichiarato, su Facebook, di non essersi mai divertito tanto come nella produzione di questo lavoro. Le atmosfere si fanno ancora più kraftwerkiane – si parla degli ultimi Kraftwerk – con l’OTT mix di uno dei tanti nomi caldi nel panorama techno del momento, Kowton (Livity Sound), che rivisita Bottom Out senza stravolgerne le atmosfere lo-fi minimal e l’attitudine drum machine noise (e qui, ancora 303. Vedi anche Richie Hawtin nel progetto Plastikman, Spastik in particolare come traccia di riferimento). Total Music, terza e ultima traccia, è un delirio noise in cui Tessela lavora su più livelli, scegliendo il phaser come suo miglior alleato. Il pezzo si apre e chiude con il suono di una puntina che gratta la superficie rovinata di un vinile, sommato ai campionamenti vocali distorti e rallentati, il cui sample sembra – inizialmente – quello di un qualsiasi dialogo, ma che ad un ascolto più attento potrebbe rispondere alla categoria “video porno”.
D’altronde, in gergo “bottom out” vuol dire anche quella cosa lì… e, a quanto pare, Tessela la sa fare bene. Se non altro metaforicamente.
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