Recensioni

Somiglia più a un panda da salvaguardare a tutti i costi o a uno di quei giapponesi che non sapevano nulla e stavano ancora in trincea nel Pacifico anni dopo la fine della seconda guerra mondiale? A naso la simpatia di Mark E. Smith potrebbe andare più verso gli stoici guerrieri del Sol Levante accaniti a difendere il loro lembo di isola. Sempre che a lui qualcuno possa mai stare simpatico. Tornando al quesito di prima, è probabilmente una via di mezzo – o tutte e due le cose.
Arrivati all’album di studio numero trentadue – il conto stavolta l’ho fatto aggiungendo all’album precedente, che era il numero trentuno –, poco meno di uno per ogni anno di attività discografica, i Fall si avvinghiano pervivaci al loro ideale dell’ostrica, che poi è un atto di fede nel rock and roll e nel suo lato più eccentrico e naïf ma anche in quello più corrosivo. E poi che faranno, tireranno fuori sempre il solito bric-a-brac d’epoca… ma no, in Fol De Rol i vecchi/nuovi Fall potrebbero essere una band americana degli anni ‘90 post-hardcore come i Jesus Lizard o gli Shellac. Brillo de Facto – a parte il titolo fantastico – è un funk-punk che un paio di cose (ma un paio eh….) alle miriadi di new wavers della new wave le può insegnare. Marcette e filastrocche d’assalto come la title-track (quelle che piacevano tanto ai Pavement del primo album) ci tengono ancora sull’attenti – oltre a darci sui nervi come dovrebbero – e nel cabarettistico rockeroll di Second House Now parte di scatto un riff che non dico ti riporta ai tempi del ’77, ma del ’79 sì… comunque bei tempi e begli esordi.
Poi quando c’è da parlare dell’oggi Smith è sempre sul pezzo – e lo dimostra con un titolo come Couples Vs Jobless Mid 30s. Sarà un po’ di riverenza nei suoi confronti, ma l’impressione è la seguente: primo, questo disco è migliore del precedente (!); secondo, e dulcis in fundo, questo inglesaccio inossidabile dovremo sopportarlo ancora – e anche tenercelo ben stretto, of course.
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