Recensioni

7.2

Alla fine del 2013, City Forgiveness – album doppio, il decimo se escludiamo uscite minori o d’occasione – ce li restituiva in una forma smagliante. Forse addirittura migliore di quella che si coglieva di primo acchito. Era, quello, un disco variopinto, zeppo di invenzioni e boutade da canzonieri indie di razza. Per il nuovo episodio su Moshi Moshi, Davide Tattersall e compagni (per la cronaca: Franic Rozycki al basso e Johnny Helm alla batteria) hanno coinvolto uno dei loro idoli, Billy Childish, un’artista attivo non solo in campo musicale (con diverse band e sigle), ma anche nelle arti visive e nella poesia. Il suo approccio garage-punk percorre le tredici composizioni, scritte proprio a quattro mani da Tattersall e Childish.

Rispetto a un anno e mezzo fa, quindi, meno Paul Simon terzomondista e più elettricità ruvida, adattissima all’intensa attività live della band. Sul fronte compositivo, Great Big Flamingo Burning Moon è per certi versi la continuazione, con altri mezzi, del discorso fatto con City Forgiveness: un incrocio di tutte le coordinate indie che si possano immaginare, frullate a dovere dalla vena – apparentemente inesauribile nel forgiare buone canzoni – di Tattersall. Ma oramai, chi sono i Wave Pictures lo sanno anche i sassi, perché sono stati inseriti nei programmi scolastici di tutto il mondo. No? Beh, è un errore madornale.

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