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    22
    2016

Album

Thrill Jockey

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Col primo album dopo un lungo iato durato ben sei anni, i Tortoise tornano su Thrill Jockey prendendo le distanze dagli ultimi lavori pubblicati negli anni Zero e che avevano diviso parte della critica e della fanbase più radicale. Più asciutto e snello del precedente Beacons Of Ancestorship e più vicino all’estetica e al linguaggio sciorinati in TNT del 1998, The Catastrophist è senza dubbio il lavoro più completo di una band che riesce finalmente a scrollarsi di dosso quel fardello del post-rock che trascinava ormai quasi come una croce e, che in realtà, non l’ha mai nemmeno etichettata a dovere; i Tortoise, talmente intrisi di krautiche metriche e jazz (Herndon e Parker sono avvezzi agli ambienti jazz sperimentali di Chicago e collaboratori di lunghissima data di Rob Mazurek, prima nel progetto Isotope 217 e poi nella Arkestriana Exploding Star Orchestra), stavano un po’ stretti nel “recinto” creato da Simon Reynolds. Per carità, non che stonassero in quel calderone, ma forse non gli si confaceva proprio quell’etichetta: loro che prediligevano il motorik alla lentezza, il jazz alla matematica che tanto influenzava le metriche della greffa di Pittsburgh capitanata da Ian Williams e Damon Che.

È fluido, The Catastrophist, elegante nel suo scorrere e nel districarsi tra il kraut mutato di Gesceap infarcito di synth e lo space-jazz funkettino di Hot Coffee, passando dall’ipnotica Shake Hands With Danger. Tanta la carne al fuoco, ma anche tanta, tantissima qualità. Una netta cesura con il passato prossimo, dicevamo, testimoniato anche dalla presenza in tracklist di due – udite udite – tracce cantante: se si esclude naturalmente The Brave and the Bold, album in combutta con Bonnie Prince Billy del 2006, la band raramente (in realtà quasi mai) aveva fissato su disco tracce cantate. Per questa occasione si è rivolta a Todd Rittmann dei concittadini U.S. Maple e a Georgia Hubley degli Yo La Tengo: il primo ha interpretato la cover di Rock On di David Essex in una versione in realtà molto rispettosa dell’originale e che cancella, per fortuna, la orribile versione degli Smashing Pumpkins contenuta in Judas’O; la seconda ha completato la ballata in odor di shoegaze e dream pop Yonder Blue.

Catastrofico solo nel titolo, il ritorno dei Tortoise cancella tutti i dubbi suscitati dalle ultime prove in studio, mostrando una band motivata e in salute, nonostante i venticinque anni di attività.

16 Gennaio 2016
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