• Mar
    31
    2015

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Acid Test

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Trickfinger è il nuovo progetto elettronico di John Frusciante, ennesimo riflesso di un estro creativo che sembra non avere più limiti. Delle infinite e non sempre perfettamente a fuoco vie che il suo percorso solista ha di volta in volta intrapreso nel corso degli anni, si potrebbe scrivere un libro, tanta è stata la prolificità produttiva del chitarrista (si pensi alla famosa serie dei sei album in sei mesi per Warner), la reale mente creativa che si è sempre celata dietro a quei Red Hot Chili Peppers che ne hanno decretato negli anni enormi successi e rovinose cadute. Venerato e altrettanto criticato per il suo stile unico alla sei corde, tecnicamente imperfetto ma interprete viscerale e storicamente coltissimo capace di creare innumerevoli melodie tanto apparentemente semplici nell’esecuzione quanto melodicamente attente e suonate con un’interpretazione unica e inconfondibile, il Frusciante solista è un trip in cui perdersi, e che riesce a raggiungere in diversi episodi vette altissime.

Il progetto Trickfinger è l’ennesima metamorfosi di una personalità che non sembra avere pace, e che si trasforma non per puro “cazzeggio” (come qualcuno ha ipotizzato) ma per una reale esigenza espressiva che sembra spingere Frusciante a sondare nuove vie che gli permettano di tendere all’ideale di musica che sembra avere chiaro in mente, ma che altrettanto chiaramente gli sfugge e muta continuamente. Accantonata definitivamente la chitarra che tanto l’ha reso celebre (e che era progressivamente diventata sempre più marginale nella sua trilogia elettronica iniziata nel 2012 con Letur-Lefr), ecco l’approdo all’acid house sulle tracce di quel Richard D. James che tanto sembra averlo influenzato negli ultimi anni.

Il risultato è un’elettronica dal sapore un po’ vintage che non propone nulla di sorprendentemente originale, muovendosi proprio dalle parti dell’Aphex Twin della serie AFX, ma riesce comunque a suonare fresca e ben suonata. Senza inventare niente di nuovo, ancora una volta Frusciante si muove con grande competenza e maestria in un territorio che per lui dovrebbe essere inedito, realizzando otto tracce dall’ottimo potenziale tra i cui battiti sintetici rispunta ogni tanto anche qualche eco del consueto e squisito gusto melodico, assunto negli anni a marchio di fabbrica del poliedrico chitarrista.

6 Maggio 2015
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