Recensioni

7

Il titolo sa di avanguardie novecentesche ma, allo stesso tempo, di qualcosa che va ascoltato con attenzione. Modern English Decoration non delude le aspettative e nemmeno le premesse che The Album Paranoia aveva messo in tavola: gli Ulrika Spacek continuano il loro viaggio nello psych vintage delle loro saturazioni, aprendo il cuore e la mente agli eventi storici che stanno attraversando la nostra contemporaneità.

Il secondo album della band fondata a Berlino da Rhys Edwards e Rhys Williams risente di un lavoro collettivo che ha permesso di ampliare lo spettro di soluzioni sonore dell’esordio: Mimi Pretend, con quella tastiera iniziale, è lì a testimoniare questa virata. Le cavalcate a metà tra Sonic Youth My Bloody Valentine addolcite dalla vena shoegaze dei Deerhunter sono ancora il piatto forte degli Ulrika SpacekSilvertonic è acido che s’impossessa della nostra razionalità, Everything, All The Time è più immediata ma ugualmente pericolosa, mentre Saw A Habit Forming è un tuffo nella perdizione. Le voci rimangono sempre defilate, ma l’effetto è voluto: più una cosa è indefinita, maggiore attenzione bisogna riservarle per comprenderla. Allora Ziggy nasconderà nelle sue forme geometriche frammenti del nostro amato StardustFull Of Men rende il sostantivo “decorazione” del titolo chiaro alle orecchie di chi ascolta.

Questo è anche un po’ l’affascinante segreto degli Ulrika Spacek: ci vuole tempo per cominciare a nuotare nel loro liquido narcotico, ma quando ci si immerge in tutto questo caos si ha subito la sensazione che le loro canzoni inizino a dischiudersi. Si tratta di un equilibrio precario tra la follia e la quotidianità, il sogno e la realtà. La verità è che, dopo The Album Paranoia, gli Ulrika Spacek hanno fatto un album ancora più bello.

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