• Ott
    07
    2014

Album

La Tempesta International

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Ascolti qualche intervista al gruppo recuperata in rete e finisci per accostare gli Universal Sex Arena ai Led Zeppelin testosteronici del Robert Plant che cantava “i’m gonna give you every inch of my love”. Del resto il disco d’esordio della formazione, pubblicato nel 2013, si intitolava Women Will Be Girls, mentre il qui presente Romancitysm parla di una “città” intesa come “entità femminile che genera vita e racconta i suoi processi, meccanismi, sistemi. […] La città è la donna. Sensuale. Molto articolata”. Tanto per dire che si allarga il cerchio, ma il succo del discorso rimane lo stesso. Plantiano è anche il cantato, timbro soul bianco con qualche reminiscenza sudista in stile Zakk Wylde periodo Pride & Glory, o magari debitore verso un Rob Tyner degli MC5: roba che da sola tiene su metà dei sette brani di questo secondo album della formazione veneta, in uscita per La Tempesta International.

Eppure c’è anche altro, nell’immaginario degli Universal Sex Arena, e non ha a che vedere con la categoria “classic”: l’approccio tutto sommato ironico alle tematiche trattate, una line up piuttosto peculiare (due batterie, percussioni, due chitarre elettriche, synth, basso) e una musica che pare un folle e meraviglioso danzare tra immaginario rock e avanguardia, riff lancinanti e tribalismo terzomondista, no wave e ballad oblique. Quello che accade in una Breathe The Light figlia degli MC5 di cui sopra ma avvitata su un suono angolare fatto di poliritmie carnali e assoli blues di armonica, in una Sudden Donna fondamentalmente soul che si accascia su una psichedelia morbida e uterina, o magari una The Last Detroit’s Urbanist che suona beefheartiana fino al midollo, pur possedendo un’indole quasi hard rock.

La produzione artistica del Jennifer Gentle, Marco Fasolo, e il fatto che il disco sia stato registrato in una settimana e dal vivo fanno il resto, consegnando ai posteri un lavoro entusiasmante e surreale, immediato e intellettuale al tempo stesso. Uno di quei sogni adolescenziali sudati e folli in cui tutto è meravigliosamente fuori posto ma, chissà come, credibile.

6 Ottobre 2014
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