Recensioni

A Pompei, poco meno di due anni fa, il tour di Goodmorning Utopia bastò a convincermi del talento mai scontato dei VeiveCura. Un album, quello, particolarmente amato dagli appassionati di certe correnti dream-pop, proprio per via di inclinazioni melliflue e trasognate che la band sicula è tuttora abile a tradurre in suono. Chi si aspettava di ripartire da lì resterà (in parte) deluso, proprio perché il trio Iacono/Scucces/Puma – a cui ora va aggiungersi Milo Isgrò alla batteria – cambia pelle.
Che ME+1 abbia radici ben piantate nel terreno fertile di un post-rock (Tutto è Vanità) che ha sempre mostrato il fianco ad una formula dream-pop di spessore (Goodmorning Utopia la sintesi più convincente), è un dato di fatto. Sicuramente non era scontato attendersi un cambio di registro così votato alla supremazia dei synth e di un’elettronica in linea coi trend d’annata (vedi Bon Iver/Lambchop), eppure i VeiveCura mostrano di cavarsela anche in questa veste. Cambiano le carte in tavola, proiettando nel presente quanto di buono ereditato da esperienze pregresse, arrivando a rimodulare una pastella sonora dove pop 80’s (Kill Kids), vagiti post-rock di matrice Sigur Rós (See you in the next life) ed estetica dreamy in chiave Future Islands (Too Late) si ritrovano ad essere tasselli di un unico racconto immaginifico. Un flusso intergenerazionale di immagini in grado di rievocare un’intera epoca – quella nostalgica a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 (il video del singolo si muove proprio in questo senso) – ancorandole ai nuovi flussi sonori figli della “poetica” decadente di James Blake (Spark 90’s) e della new world music (Cynic Cynic). Tante anime sonore che rendono ricco il paesaggio futurista immortalato dallo stesso artwork (a sua volta pop) e su cui si staglia il volto di un uomo sommesso ed immerso in un universo scandito da un’algida natura.
Il successo a tratti inaspettato di Stranger Things sembra aver riportato alla luce un immaginario mai del tutto seppellito: quello fantascientifico ed utopistico immaginato da Spielberg. ME+1 riesce ad insinuarsi in quel mood senza prendersi mai sul serio, preferendo anzi un sentiero sperimentale fatto di gemme pop colorate ed impreziosite da tante minuzie, vero valore aggiunto di questa nuova prova. Superato il senso di straniamento, i VeiveCura vi daranno l’impressione di aver centrato ancora una volta il bersaglio, riuscendo in ciò che ormai viene loro con naturalezza: affascinare ed emozionare chi ascolta. Probabilmente non agli stessi livelli di Goodmorning Utopia ma comunque con merito riconosciuto.
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