Recensioni

Si potrebbe cominciare con il constatare come il punk sia un concetto morto e sepolto. Come questo sia durato il tempo di un sospiro, prima farsi clichè e (a volte) caricatura. Meglio sarebbe, allora, concentrarsi su quell’attitudine do it yourself e su quello spirito di indipendenza capaci ancora oggi di permeare alcune scene musicali. Prendiamo quella psych della costa statunitense del Pacifico, quella hardcore dell’Ohio, e scegliamo come epicentri San Diego e Cleveland. 3800 chilometri che tagliano l’America in due. Da una parte lo scanzonato e strafumato Nathan Williams (alias Wavves, alias Sweet Valley), dall’altra il prodigio angosciato Dylan Baldi (alias Cloud Nothings), che incontrandosi a metà strada danno forma al nuovo progetto Wavves x Cloud Nothings.
Di fatto, era da tempo che nei sotterranei della scena alternative americana girava voce che Williams e Baldi fossero pronti per realizzare qualcosa a quattro mani. L’uscita di No Life For Me, perciò, non sorprende così tanto. Iniziato a registrare nel marzo 2014, tenuto a fermentare per oltre un anno e terminato il 10 giugno scorso, No Life For Me è un disco essenziale (lungo solo 21 minuti) in cui ad emergere sono soprattutto due caratteristiche: l’aria diy e quella di totale cazzeggio. Quel cazzeggio lugubre, da “sbassoni”. Dylan e Nathan che, forse sotto l’effetto di qualche sostanza psicotropa e circondati da lattine di birra vuote, si lamentano di come tutto sia nero e di quanto la vita sia stata crudele con loro.
A partire dalla scelta della ragione sociale appare abbastanza chiaro come i due abbiano voluto preservare le proprie identità. Nessun nuovo moniker, ma solo una semplice “x” tra i due nomi, interpretabile come un “per” di matematica memoria, dietro al quale si cela l’intento di moltiplicare le due sensibilità artistiche. E l’effetto di questa scelta finisce per ripercuotersi anche sui nove brani, che conservano al proprio interno l’attitudine emo di Baldi e quella surf-punk tendente al demenziale di Williams. E proprio quando le due nature si incontrano esce il meglio dalla collaborazione. Temi come la noia, l’autocommiserazione e la distruzione (cari soprattutto a Baldi) trovano il loro habitat nelle più violente How It’s Gonna Go e No Life For Me, nella fumosa Nervous e nei vortici di Come Down (le ultime due tra i brani migliori dell’intero lotto).
Il risultato è un ottimo spot per la coesistenza pacifica di due stili e di due attitudini, tanto diverse quanto simili, che in futuro ci auguriamo possano dare vita a qualcosa di ben più corposo.
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