Recensioni

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Ecco la prima, inevitabile puntata del repertorio residuo del martire principale (insieme a Lil Peep) della generazione emo-trap. XXXTentacion è morto, lunga vita vita a XXXTentacion. Sul talento del giovane e discutibile artista ci sono pochi dubbi, sulla legittimità di operazioni simili pure. Skins è una raccolta postuma (sicuramente non l’ultima) di inediti, ma più che tracce vere e proprie parliamo – per la stragrande maggioranza – di frammenti incompiuti, abbozzi di idee, appunti di intuizioni. 19 minuti distribuiti tra 10 tracce, ed è evidente che la media per pezzo non arriva neanche ai due minuti di durata. 

Insomma si gratta già il fondo del barile, assemblando scampoli eterogenei che ricordano al mondo quanto eclettico fosse il treccioluto pazzerello: ci sono autismi involuti di propositi incompiuti, come gli sbarbellamenti in reverse di Guardian Angel e il lugubre scheletro di rintocchi pianistici di Train Food; oppure ancora Whoa, che esaurisce il suo testo già dal titolo, ma con le sue indolenti melodie spalmate su un beat particolarmente vapor rappresenta una delle ricette più riuscite del pacchetto XXXTentacion (e anche I don’t let go batte da quelle parti). Poi arrivano i bozzetti acustici più dimessi come Difference, what are you so afraid of, e poi il monumento al ponte trap-emo tra i due decenni del terzo millennio: STARING AT THE SKY è indistinguibile da un pezzo qualsiasi dell’ondata screamo dei primi anni 2000, all’altezza dei Silverstein o dei Bullet for My Valentine più emotivi. Ma la cifra di XXX è anzitutto il non avere una cifra, e così come nel precedente ? arrivavano i reggaeton in spagnolo: ecco qui One Minute (con Kanye West), costruita su un riff copiaincollato da uno spiccio bignami di RATM for dummies. 

Skins è un po’ il Montage of Heck di XXXTentacion: una riesumazione strictly for fans che può anche titillare l’appassionato più verace, ma può essere tranquillamente ignorata da tutti gli altri. Chiaro che questo non toglie assolutamente nulla al rimpianto per cosa ancora il ragazzo avrebbe potuto fare.

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