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Iras Fajro, primo album della poliedrica Yamila, si candida già a febbraio come uno degli esordi più ambiziosi di questo 2019, il primo sussulto di un’artista con le idee chiare e tanto da dire: anticipato dal bel singolo distopico Antrik (con tanto di video che rimanda all’immaginario di Margaret Atwood), l’esordio della compositrice (attiva soprattutto in produzioni di danza contemporanea), violoncellista, cantante e producer cerca infatti di raccogliere coerentemente tutte le istanze, le idee e le suggestioni, etiche ed artistiche, della sua autrice.
Femminismo, ambientalismo, synth-pop, world-music, tradizione e sperimentazione si fondono così in queste undici tracce. È un’elettronica assai contaminata quella che attende l’ascoltatore, dove le radici iberiche di Yamila emergono ripetutamente e dove non mancano inserti strumentali, dall’amato violoncello alle calde percussioni della musica popolare iberica: anche gli ospiti chiamati a collaborare, il veterano dell’idm Clark e lo spagnolo Niño de Elche, maestro e stella flamenco, evidenziano questa tensione tra gli estremi e, se il brano con il producer inglese, On The Road, suona come una versione iper-stratificata e futurista dei Lali Puna, El Humo rappresenta indubbiamente uno dei vertici assoluti dell’opera, quasi cinque minuti in cui si susseguono con grande intensità riferimenti world e strutture industrial, lasciando alle due voci, quasi opposte, il compito di duettare libere e sospese.
Convincono anche altri brani (la fascinosa folktronica dell’iniziale I Will Protect You, le sperimentali Purple Cats e New Breath, più avanguardista la prima e più ambient invece la seconda, l’incrocio tra la Björk nineties più ispirata e la techno analogica e avvolgente di Indian Well e Rival Consoles in Mad Sadness), ma in alcune occasione le ammirabili intenzioni non trovano corrispondenza nella realizzazione (il mix tra i panorami spigolosi ed algidi di ONP ed il romanticismo dei due Lamb in In The Streets, l’etno invero dozzinale di Saltan Flores, una Vivamus che finisce per avvilupparsi nella sua stessa, promettente struttura corale). D’altronde neanche Roma è stata costruita in un solo giorno: Iras Fajro è un lavoro ancora lontano dalla perfezione o dall’immortalità, ma come si diceva sopra, ci introduce a un talento da tenere assolutamente d’occhio.
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