Recensioni

Non è affatto facile inquadrare il fenomeno Young Signorino in un ritratto che sia a fuoco e calzante. Vuoi per l’evidente ambiguità del personaggio e del progetto, vuoi perché questa ambiguità è cavalcata e mantenuta con esibita malizia. Non è mai chiaro se Paolo ci sia o ci faccia, e in questa sfumatura ci si sguazza molto furbamente. Lo si potrebbe liquidare istantaneamente come un qualcosa di estraneo alla musica, un meme vivente autore di tormentoni istantanei alla stregua di quel tipo di X-Factor delle carote. I tatuaggi facciali, i soliti e triti topos già ampiamente esauriti da Dark Polo Gang ed emuli vari (di cui il Signorino sembra a tutti gli effetti una parodia spesso consapevole), il nonsense virale di Alfabeto, eccetera. Oppure ci si potrebbe lasciar abbindolare dalle produzioni quasi sempre abbondantemente sopra la media, dai riferimenti al Realismo Capitalista di Mark Fisher, dalle ospitate da Manuel Agnelli, dai riferimenti addirittura alle sperimentazioni linguistiche di un certo futurismo italiano prima maniera tirate in ballo da qualche penna particolarmente ardita ed entusiasta. Siamo insomma dalle stesse parti della Merda d’Artista di Piero Manzoni, in cui il confine tra neodadaismo e – letteralmente – «cagata pazzesca» è labile e spesso arbitrario.
Tutto questo per dire cosa? Semplicemente che se già avete scelto la vostra personale lettura di Young Signorino, non sarà certo questo L’epd’amore a stravolgerla. Più facile che contribuisca ad arroccarla, perché se è vero che le coordinate di base restano le medesime, è pure innegabile che l’identità artistica – fermo restando che gliene si voglia riconoscere una – del progetto riesce a delinearsi più compiutamente. 5 pezzi in cui il vestito è tagliato su misura per un personaggio intriso di decadentismo instagrammabile, un Baudelaire di plastica impasticcato e filtrato dal fatalismo post-capitalista e un topico estetismo crepuscolare. Ritmi sintetici e ossessivi, statement identitari («sono io») ripetuti ossessivamente a mo’ di mantra, droga e moda, mitra e mocassino, fluidità gender e provocazioni gratuite. Il giochino può anche divertire, stanca abbastanza in fretta, e soprattutto sta a chi ascolta decidere se partecipare oppure no.
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