Recensioni

6.5

L’abbiamo già detto e stradetto su queste pagine: Young Thug è tanto bravo e prolifico quanto discontinuo e pasticcione, e nella sua bulimica produzione si possono trovare sia episodi al confine con il folgorante (JEFFERY, Beautiful Thugger Girls) che molta, molta fuffa. L’ultimo e scialbo Slime Season, ad esempio, rientrava a pieni (de)meriti nell’ultima categoria. Questo nuovo So Much Fun è invece un parziale re-focus di Thuggy, che aggiusta parzialmente il tiro pur senza firmare nulla di davvero memorabile. 

Di cosa Young Thug dica nei suoi pezzi, ormai lo sanno anche i sassi, non frega nulla a nessuno (e probabilmente nemmeno a lui). L’interessante resta sempre e comunque non cosa, ma come lo dica, i flow che si inventa, le melodie che improvvisa, gli ad-libs improbabili che partorisce. Thuggy è un campione di stile e uno zero per quanto riguarda i contenuti. E questa nuova puntata non fa affatto eccezione, se si eccettuano le barre vagamente riflessivo-nostalgiche dell’iniziale Just How It Is. E allora la modalità d’ascolto corretta diventa semplicemente il frugare in queste nuove 19 tracce – invero un po’ troppe, i riempitivi non mancano e una generosa sfrondata non avrebbe affatto guastato – alla ricerca di quei bright spots in cui il genio di Thuggy viene fuori. E allora ecco Ecstasy con Machine Gun Kelly, una banger drittissima con campioni quasi stranianti (ci sono di sfondo addirittura delle campane tubolari, o i sound recordings ornitofili in What’s The Move con Lil Uzi Vert di cui è impossibile capire il motivo (ma il pezzo non è male). Le diverse personalità vocali di Young Thug si alternano in un caleidoscopio di registri fonetici, e il suo flow muta e cangia come un novello Billy Milligan (spesso sembra addirittura provenire da un paio di persone diverse nello stesso pezzo). In Cartier Gucci Scarf si lancia addirittura in una specie di growl (!) da bluesman putrefatto, mentre in Light It Up si destreggia funambolico in una serie di acrobazie vocali non indifferenti. E poi ci sono le dissonanze pianistiche dell’incazzosa Jumped Out the Window, il serratissimo flow di Mannequin Challenge, e l’ottima The London col morbido ritornello di Travis Scott e un J Cole in forma smagliante.

Insomma, diversi numeri che attestano come l’innegabile talento di Thuggy sia vivo e lotti in mezzo a noi. Quando riesce a stagliarsi senza distrazioni, non ce n’è per nessuno. Peccato che oltre agli ottimi episodi che abbiamo detto, ce ne siano almeno altrettanti (se non di più) assolutamente dimenticabili. So Much Fun è un ulteriore tappa nell’erratico percorso di Thuggy, non la più riuscita ma nemmeno la più trascurabile, che lascia più domande che risposte.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette