Twin Peaks: The Return

Twin Peaks: The Return, commento alla parte 15

È un episodio di opposti questa quindicesima parte di Twin peaks: The Return; per una storia d’amore finita bene, ce n’è un’altra che deflagra in tragedia; per un personaggio che (forse) si risveglia, un altro se ne va per sempre (nello show e, purtroppo, anche IRL).

Gli eventi sembrano sempre ripetersi a Twin Peaks, in un loop infinito a immagine e somiglianza delle frizzanti serate casalinghe di Sarah Palmer. Che Big Ed non sia mai stato esattamente una personalità decisa e capace di imporsi non lo scopriamo certo ora: come 26 anni fa il suo amore con Norma era stato finalmente (ma illusoriamente) liberato grazie al “permesso” datogli da Nadine in seguito alla sua regressione liceale e alla cotta per Mike, così anche ora la felicità del benzinaio sembra subordinata all’avvallamento della sua bendata e un tantino instabile moglie. A questo giro sono il Dottor Jacoby e la sua vanga spalamerda a trarre Ed d’impaccio, e la sua intera vita sembra essere riassunta nell’attesa in stand by al bancone del Double R in cui Norma lo mette, prima di sbarazzarsi del suo nuovo e materialistico amichetto Walter. Difficile comunque rimanere impassibili davanti a quella mano sulla spalla, che sembra finalmente suggellare – speriamo sia la volta buona – un happy handing rimandato sin dal liceo.

Il primo speculare corrispettivo di cui parlavamo in apertura è il suicidio di Steven nei boschi, accidentalmente testimoniato da Mark Frost mentre portava a spasso il cane. Che la tragedia fosse dietro l’angolo nel triangolo tra lui, Becky e Gretchen si potevas odorare facilmente. L’improvvisa svolta dark dell’episodio è poi continuata dall’incontro di Evil Cooper con un Philip Jeffries reincarnato in una teiera gigante (proprio così); e se continuano i commoventi materiali d’archivio con David Bowie, la nuova voce purtroppo non è la sua.

Mentre Richard Horne conferma a Bob/Coop di essere il figlio di Audrey, la sua mamma continua a tornare in siparietti lynchiani fino allo sfinimento di cui non è ancora ben chiara la dimensione spazio/temporale.

L’altra antitesi è quella più importante e commovente dell’episodio: sembra essere finalmente arrivato il momento del tanto agognato risveglio di Cooper, che cambia espressione sentendo il nome di Gordon Cole mentre guarda Viale del Tramonto e infila una forchetta nella presa elettrica; molto probabilmente sapremo settimana prossima se riaccesa la luce rivedremo il nostro agente FBI preferito, o se ancora una volta – l’ennesima di questo revival – il sadismo di Lynch verso lo spettatore ci frustrerà nuovamente. Dalla parte opposta di Dale c’è il devastante addio alla Signora Ceppo, girato pochi giorni prima della reale morte della sua storica interprete Catherine Coulson (a cui l’episodio è dedicato), uno dei personaggi più amati e iconici del mondo di Twin Peaks. Hawk, I’m dying, e non c’è neppure più bisogno di utilizzare la cornetta del telefono.