Westworld, commento all’episodio 2×01 (“Journey Into Night”)

[ATTENZIONE: questo articolo contiene spoiler]

«Is this now?». È trascorso circa un anno e mezzo dall’ultimo episodio di Westworld, quando in un’escalation finale agghiacciante venivano rivelati parecchi plot twist, nonché quello definitivo della ribellione scatenata da una Dolores ormai pienamente consapevole della realtà che l’ha circondata fin dal suo arrivo (o attivazione) nel parco creato da Robert Ford. Gli ultimi secondi della prima stagione della serie – creata da Lisa Joy e Jonathan Nolan – si erano rivelati così soddisfacenti da portare lo spettatore a credere che se anche quella conclusione si fosse rivelata definitiva, non sarebbe stato poi tanto male, avendo risolto buona parte degli oscuri enigmi disseminati nel corso della narrazione e lasciandone in sospeso altri per il gusto della speculazione successiva. In fondo, chi segue Westworld – la nuova scommessa della HBO che così spera di bissare il successo planetario di Game of Thrones prima ancora che questa chiuda i battenti – non è mai stato interessato solo alle vicissitudini dei suoi protagonisti, agli intrecci tra Dolores, Teddy e William (l’Uomo in Nero) o alla missione di Maeve all’interno del quartier generale del parco. Lo spettatore di Westworld è guidato dagli stessi creatori dello show a ragionare sui temi principali messi in campo: il sogno, i ricordi, il tempo e il confine sottilissimo tra illusione e realtà.

Ossessioni che hanno caratterizzato la filmografia di entrambi i fratelli Nolan, quindi non è affatto un caso se l’incipit di questa seconda stagione si ricollega stilisticamente a quello di Inception, quasi a testimoniare il legame fortissimo che lega la mente di Jonathan a quella del ben più noto Christopher. Così, ci ritroviamo spiaggiati su una landa desolata, testimoni del risveglio di un Bernard smemorato che cerca con fatica di ricostruire quanto accaduto dalla sera della morte di Ford al momento presente (siamo catapultati circa due settimane avanti quell’evento). Questo “risveglio” è anticipato da una sequenza la cui linea temporale rimane avvolta nel mistero (siamo nel lontano passato, agli albori del parco? Siamo nel futuro? È solo un sogno? Dubbi rimarcati anche stilisticamente, dalla diversa aspect ratio dell’inquadratura): un dialogo tra Bernard/Arnold e Dolores, molto simile a quelli condotti nella prima mandata di episodi, solo che stavolta è Dolores ad essere padrona della conversazione. Una sequenza le cui risposte saranno fondamentali a fine stagione.

«I see it all now so… clearly. The past, the present… the future. I know how this story ends». Attraverso alcuni flashback della mente del simulacro di Arnold, quindi, ci verranno mostrati gli avvenimenti di questo intervallo mancante: scopriamo alcuni dei segreti dell’azionista Charlotte Hale, oscuri perfino a Bernard, che viene condotto verso una cella segreta in cui sono raccolte le informazioni genetiche degli ospiti del parco (anche Charlotte è un androide?). Nella stessa linea narrativa si muovono Dolores e Teddy, diretti verso la terra oltre la valle, verso il mondo degli umani; al netto di alcuni fastidiosi “spiegoni” narrativi del tutto estranei alle ambiguità a cui la prima stagione ci aveva abituati, questa storyline è importante per capire le mosse future dell’attrazione più vecchia del parco, i suoi pensieri e in definitiva la sua evoluzione in qualcosa di non programmato (è davvero così?).

«Are you lost?» «No, I don’t believe I am. In fact… I feel like I just arrived». Non possiamo poi dimenticare William, il quale si è visto finalmente accontentare il desiderio di vivere un’avventura più reale del reale, con le tanto bramate conseguenze. Al termine della sequenza che lo riguarda, la rivelazione che stavamo aspettando: nelle fattezze della sua versione bambina, Ford si ripresenta sulla scena e rivela al suo vecchio interlocutore che se il labirinto non era stato concepito per lui, il nuovo gioco lo è senz’altro («In this game… you must find the door»). C’è una porta da trovare ed aprire. Il viaggio nell’oscurità è cominciato, bentornati a Westworld.

25 Aprile 2018
25 Aprile 2018
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