Francesco Bianconi – L’Abisso

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Dopo il lead single Il Bene, L’Abisso è il secondo estratto dall’esordio solista di Francesco Bianconi, Forever, posticipato in autunno a causa dell’attuale pandemia di coronavirus. Il brano è stato descritto dallo stesso autore come «confessione assai privata, in Schumanniano andazzo». Ad un primo ascolto è innegabile che la struttura de L’Abisso ricordi Fabrizio De André, anche se questa è un’influenza che il leader dei Baustelle non ha mai nascosto. Ma è altrettanto chiaro che quello che andremo ad ascoltare il prossimo autunno sarà sì un album dotato del suo indistinguibile stile,  ma altresì spogliato di tutti quegli orpelli estetici e sonori che hanno fatto la fortuna della band di Montepulciano.

«Facevo tempo fa un sogno in cui uscivo la sera per andare con gli amici a cena o a bere e mi rendevo conto di essere nudo – dichiara Bianconi nella nota stampa – Completamente nudo. Nel sogno all’inizio ero a mio agio, così a mio agio che nessuno sembrava far caso al mio outfit adamitico. Poi, pian piano, cominciavo a sentir crescere l’imbarazzo, sempre di più, fino al momento in cui arrivava, inevitabile, ahimè, un senso di tremenda vergogna; e allora mi svegliavo. Credo che L’Abisso sia la canzone scritta dal me della prima parte del sogno. A risentirla mi sembra la voce di uno senza vestiti, o meglio di uno che aveva molta voglia di toglierseli. Senza troppi esibizionismi e invasamenti».

Diretto da Lorenzo Silvestri & Andrea Losa (x BENDO), il videoclip de L’Abisso vede Francesco Bianconi in un distorto primissimo piano, alternato ad una serie di immagini importanti più per la loro carica estetica che per l’oggetto che rappresentano. In funzione di allucinazioni, luci e colori sono proiettati sul viso del cantautore, che scruta attento ciò che pensa di vedere davanti a sé («Da quel giorno abito un fondale di paura / Guardo il mondo senza gli occhi che vorrei / Perché conosco bene gli uomini / Racconto i loro demoni / Ma non riesco a vivere coi miei»).

di Nicola Rakdej

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