Nadine Shah – Ladies For Babies (Goats For Love)

Ladies for Babies (Goats for Love) è il lead single di Kitchen Sink, quarto album di Nadine Shah in uscita il 5 giugno 2020 su Infectious Music. Fil rouge di quest’ultimo lavoro in studio è la storia personale della cantautrice britannica, una donna di trent’anni che ogni giorno affronta le pressioni e le aspettative della società in cui vive. Ma il racconto si estende anche a tutte le donne che vivono problematiche simili.

«È un dialogo tra me e le mie amiche che hanno più o meno la mia stessa età – spiega Shah nella nota stampa – È come se il nostro tempo per avere dei figli stesse per scadere, quindi avvertiamo una sorta di panico. È come se da giovani avessimo programmato di fare certe cose ad una certa età. […] Ho scritto di tante donne che adoro. Le neo-mamme, le rockstar, quelle che dubitano di loro stesse e che hanno bisogno del nostro supporto, quelle che stanno male ma mostrano una forza incredibile».

Il brano estratto in anteprima è un chiaro esempio di cosa vuole raccontare Kitchen Sink: protagonista è la vita matrimoniale di un uomo che reputa la moglie un trofeo da mostrare agli amici, in attesa che porti in grembo suo figlio («He wants his lady to be a lady / To care less be hairless / All he wants in fairness / Is a baby, a little baby / To care for be there for  / But careful she could turn out like). Diretto da Matt Cummins, il videoclip di Ladies for Babies (Goats for Love) rende in immagini questo tema, con la stessa Shah nei panni della moglie e Craig Parkinson (Black Mirror) in quelli del marito.

«Quando mio fratello era più giovane fece un commento sul sessismo e dipinse un uomo che abbracciava una capra con la scritta “donne per bambini, capre per amore” – racconta la cantautrice – mi sono presa gioco di un uomo che da me, come moglie, si aspetta solo che io porti in grembo suo figlio e sia la donna trofeo che esegue i suoi ordini. Solo che in questo caso la sua amante è un animale da fattoria. Una buona parte del mio album tratta tematiche come il sessismo e la tradizione».