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7.4

Si avvita su panorami acid-cosmic-dub sin dall’incipit You And I, il ritorno dei portoghesi Gala Drop, congrega tra le più sfuggenti e inclassificabili tra quelle sorte in questo stralcio di terzo millennio nelle paludose lande della psichedelia più weird e eterodossa. Ne sono testimonianza l’esordio omonimo e il minialbum collaborativo Broda condiviso con Ben Chasny aka Six Organs Of Admittance, lavori sorretti da una architrave evidente eppure mutevoli e scivolosi su vari territori sonori, tra umori divaganti, psych mutante e dislessie soniche assortite, esattamente come ora è testimone dell’ennesimo slittamento sonico questo comeback lungo.

Dub futuribile iniettato di pulsioni funk e veleni spacey, animato da una soulness ibrida e cangiante, black e bastarda come solo le terre di confine intrise di melting pot culturale e genetico, venate di malinconia da impero decaduto eppure sognanti e energiche, vive e pulsanti com’è la madrepatria di questa formazione mutevole, sanno essere. Il tribalismo spacey di Big City lancia coriandoli in levare e disegna ponti tra disco-music futuribile e sanguigno funkettone d’antan, Sun Gun è caleidoscopica visione di p(ortoghese)-funk tutta ipnosi e reiterazione, All Times è Giamaica marziana alla On-U Sound in un tripudio di echi e riverberi, Let It Go un sambodromo impazzito di ritmi iridescenti che si diluiscono nella conclusiva Samba Da Maconha senza perdere verve o luminescenza. Il tutto sempre ammantato non di terzomondismo di risulta, quanto di energie trasversali, clamorose spinte kraute travisate, iridescenza e visionarietà in quantità industriali. A questo punto, compreso il mini con Six Organs, siamo a tre centri su tre. Percentuali portoghesi, più che bulgare.

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