Imperial Flood
apr
12
2019

Logos

Imperial Flood

Different Circles

Elettronica
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Info

A cinque anni di distanza da quello che è ora un cult album assoluto degli anni ’10 (Cold Mission), e a quattro dall’EP Glass, James Parker, in arte Logos, ritorna sulla lunga distanza con un altro siderale lavoro. Intitolato Imperial Flood e in uscita il 12 aprile 2019 sull’etichetta in comproprietà con Mumdance – Different Circles, punto di riferimento per le esplorazioni nell’intorno grime più astratto e, definizione loro, weightless – il disco rappresenta un nuovo capitolo esplorativo per il suo autore.

A giudicare dalla prima traccia che lo ha anticipato (Arrival) non siamo molto distanti dalle buie strade strade dell’Eastend precedentemente percorse, così come il buio e l’oscurità sono ancora riconducibili alla Bristol dei soundsystem e soprattutto a un nume tutelare come Pinch. Di differente c’è una dichiarata influenza che arriva diretta dalla speculative fiction, ovvero da quel macro genere letterario a cui gli inglesi fanno riferimento, per dire di tutta la fanta(scienza) possibile senza distinzioni di sorta tra sci-fi, fantasy e horror. In particolare vengono citati gli scrittori Jeff VanderMeer, Christopher Priest, Lando e il solito JG Ballard, mentre per quanto riguarda le influenze più propriamente musicali, torna uno dei producer preferiti da Parker, Digital (vero nome Steve Carr) ma anche l’amico di lui Spirit (deceduto lo scorso agosto) e un mastermind delle produzioni drum & bass come Photek. In precedenza Logos aveva citato Special Mission o Mission Accomplished firmate proprio da Digital, oltre al fatto che Cold Mission era uno storico alias dei 4Hero (che non potevano inauguralo più iconicamente che con un titolo come 20 Below Zero EP …e ci siamo capiti). Per chiosare Parker, sempre generoso quando si tratta di elencare i propri riferimenti, citiamo i cataloghi Chain Reaction (l’etichetta techno dub con la quale i Basic Channel aprivano ad altri produttori affini) e Erosion (la label di t++ ovvero Torsten Pröfrock, amico di Robert Henke, e fedele al verbo di Von Oswald e Ernestus), la computer music dei tardi 90s e una più generale (e ovvia) passione per il bass minimalism, collante ad unire molti dei personaggi e delle produzioni sopracitate.

Su SA trovate la recensione del sopracitato Cold Mission ma anche quelle di altre produzioni della ditta Mumdance & Logos e della loro etichetta, Different Circles, dove di recente ha inciso anche l’italiano Chevel.

di Edoardo Bridda

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