Mumdance (UK)

Biografia

Quella di Jack Adams, in arte Mumdance, è una carriera peculiare. Cresciuto a Brighton e attivo a Londra dalla metà degli anni 2000 come organizzatore di eventi presso Vice e dj a fianco di Jammer, ma avvistato soltanto alla fine dei noughties come producer all’interno della scuderia Mad Decent (The Mum Decent E.P, del 2010) di Diplo (che conosce via MySpace) e con produzioni per No Hats No Hoods (Tarahtid EP) e Southern Fried Records (Eurostarr assieme a Brodinski), Adams era uno dei pimpanti producer di estrazione grime sul cavallone Uk Funky pronti a popolare i club anche dall’altra parte dell’Atlantico. In un anno, impreparato a gestire la pressione della nuova vita, gira il mondo e confeziona freneticamente 15 remix trovandosi successivamente in difficoltà sia per ottenere nuovi ingaggi sia per reperire nuovo materiale discografico. Stanco di quella carriera, torna a casa dai genitori dove lavora nell’azienda edile del padre per circa un paio d’anni, reinventandosi artisticamente a partire da una prospettiva differente e improntata sulle possibilità ricombinatorie dell’ardkore continuum.

«E’ stato un periodo piuttosto scuro della mia vita», confessa a posteriori a Pitchfork «ma sono contento sia accaduto perché mi ha aiutato ad essere più determinato ed affamato. Mi sono impegnato e questa volta mi merito di più. Questa volta mi sembra la mossa giusta».

A segnare l’apice del primo periodo, un colorato e funambolico mixtape, Different Circles, che macina tracce edite e inedite, grime e uk funky, esotismi e moombahton. Gli ospiti al canto sono gente come Trim (con il quale collaborerà anche in futuro), Esser, Badness e il giro Better Boy Know; le produzioni che troviamo dentro vedono anche le firme di Brackles, Shortstuff e AC Slater. Poi – a parte una valida partecipazione, tra UK funky e funambolismo, nella traccia omonima dell’EP Get a Grip degli Lv del 2012 – il silenzio e la riemersione, che avviene l’anno seguente accanto a Logos, producer grime con il quale il Nostro firma due EP rispettivamente per Tectonic e Keysound, ovvero Legion/Proto e Genesis EP, due iconici momenti all’interno dei movimenti neo jungle, eski e 130 black di quell’anno, analizzati nello speciale Back To Eskimo Jungle. Due bastioni all’interno dei quali Mumdance non solo cambia direzione al suo sound (che s’inserisce ora all’interno di un più ampio magma di scurissime sperimentazioni tra grime, jungle, techno e getto tech), ma cambia anche il modo di suonare.

«Eskimo di Wiley è stato il primo pezzo grime che ho sentito e mi ha spiazzato. Lo spazio nella musica è molto importante come anche il silenzio è tanto cruciale quanto il suono. Il portato di quel pezzo è qualcosa che ho ereditato nelle mie produzioni, che sono caratterizzate da un approccio riduzionista. Cerco di asciugare all’osso gli elementi fermandomi ad un passo dal non poterli più chiamare musica» (dall’intervista a Pitchfork del 2015).

Nella nuova fotografia – il mixtape Twists & Turns, pubblicato nel giugno del 2013 – a dominare non è più un approccio software, ma hardware, sottolinea Luca Galli nel numero estivo di Blow UP (#194-195); l’approccio esotico, globale e incentrato sui ritmi dal mondo della prima raccolta ha lasciato il posto a uno sguardo introspettivo che riporta Adams a contatto diretto con la musica con la quale è cresciuto, ovvero l’hardcore e la proto-jungle da una parte, e la garage che muoveva i primi passi nel grime dall’altra. Il filo conduttore nella carriera di Mumdance rimane comunque quest’ultimo genere, come affermato più volte nelle interviste, e la raccolta, come da prassi, anticipa produzioni che saranno incluse nei citati EP più tracce inedite e una collaborazione con Mao (Truth). Da segnalare anche In Reverse, pubblicata per la prima volta nell’importante compilation manifesto, This Is How We Roll, di Keysound (e successivamente inserita in versione P.I.V. – V.i.p. al contrario naturalmente – sul Genesis EP). Logos e Mumdance sono da subito una coppia ostica quanto rodata: il primo pennella con synth siderali e assenze, il secondo lavora sui ritmi, sulle timbriche dei rullanti, sulla frequenza di loop, su campioni grime ai minimi termini e tagli grezzi, come ghiaccio sull’asfalto, come se le visioni lynchane fossero state strette nelle strade di un ghetto(tech).

Sempre del 2013 è un primo B2B con Pinch (ovvero Rob Ellis), che prende sotto la sua ala Mumdance per reinventare il suono Tectonic e segnare nuove direzioni. Un secondo episodio, pubblicato il 30 giugno 2014, vedrà una release anche vinilica e di fatto rappresenta lo statement più significativo e sperimentale della coppia. Qui troviamo un singolo poi edito di Pinch (Obsession), un rework di Turbo Mitzi a quattro mani (killer track per il dancefloor dalle parti di Boddika e Joy Orbison), tracce naturalmente di Logos, Alex Coulton (attinente anche la sua Bleep Sequence) e Asusu della Livity Sound, e altro ancora.”Ascoltando queste tracce nelle loro evoluzioni, imprevedibilità, e certo, pure ruvidezze (suoni in reverse, street sound, onde quadre, bleep ecc.), la sensazione di trovarci di fronte a un nuovo 92-94 del continuum ardkore è palpabile e non di meno eccitante“, ribadivamo nella recensione.

All’inizio del 2014 Mumdance, Logos, Kode 9, Artwork, Faze Miyake, sono coinvolti da Rinse Fm e 100Copies nel Cairo Calling, un progetto patrocinato dal British Council che intende creare nuovi ponti tra la musica mahraganat egiziana e la scena elettronica inglese. Il mahraganat, noto anche come electro-shaabi, è una versione up-tempo della folk music egiziana basato su strumenti tradizionali campionati e manipolati secondo bassi e ritmi urbani.

A giugno, sull’etichetta di Rinse, dove è peraltro attivissimo con altri b2b (ricordiamo quello con Beneath, con il quale condivide il terreno d’azione Uk funky, e quello imperdibile con Loefah dal titolo Hardcore Special), esce Take Time, un nuovo EP, e questa volta del solo Mumdance. The Sprawl è una take acida, una spremuta di funk, eski, ghetto, tech. La traccia omonima vede The Novelist alle rime, mentre nell’altro colpo pneumatico Don’t Get Lemon troviamo Spyro. In generale, le tracce, secondo un’astratta e spartana idea di funk per campionatore, piatti e mixer, continuano il percorso intrapreso con Logos l’anno precedente.

In autunno Mumdance e Logos inaugurano una nuova etichetta che prende il nome dal citato mixtape del solo Mumdance, Different Circles, prefigurandosi l’obiettivo di esplorare gli spazi tra grime spettrale, sound design e sperimentazione elettronica. Oltre ai padroni di casa (la traccia in collaborazione con Rabit Inside The Catacomb), troviamo una vivace squadra di giovani talenti come Inkke, Strict Face, Dark0, e Murlo. Nel frattempo Adams firma per XL e a gennaio 2015 esce un nuovo EP che vede Novelist alle rime, 1 Sec. Il 12” presenta due pezzi in spitting bars e le relative versioni strumentali, ma è soltanto l’inizio.

Sono tre le novità di peso che caratterizzano la prima parte dell’annata: il primo album lungo della coppia Mumdance & Logos, Proto, la firma del FabricLive numero 80 del solo Mumdance e il progetto del duo con l’italiano ShapednoiseThe Sprawl  – nato da una commissione del CTM di Berlino.

Proto rappresenta la summa di mesi di scambi tra il glaciale isolazionismo di Logos (dal grime alla Hospital Records e ritorno) e l’inesorabile ricerca ritmica di Mumdance. In tracklist ritroviamo l’intero 12” Legion / Proto e due tracce – Bagleys, Move Your Body – già suonate nel mix b2b con Pinch per un corpus ancora dominato dall’hardware e da un approccio né disataccato né umano, avvincente e disorientante. I due respingono ogni scontatezza nell’ascolto senza il rischio di risultare inintelligibili alla maniera di certi Autechre ma, anzi, penetrando negli anfratti delle fasi cruciali del continuum elettronico britannico, iniettando dosi di darkcore e sconfinamenti doom ambient. «Il messaggio è viscerale, scarnificato, sottovuoto eppure fragrante. Questa non è musica intellettuale o facilmente citazionista, ma un botta e risposta iperreale, meccanico, un flipper, platform urbano, curato nei minimi dettagli a livello timbrico, e non di meno perfettamente dosato nelle dinamiche», scriviamo in sede di recensione.

Il FabricLive di Mumdance, d’altro canto, è la versione ampliata e defromata di Proto, comprensiva di tutto ciò che ha caratterizzato il percorso sonoro di Adams negli ultimi due anni. Troviamo dunque richiami al passato tra bleep’n’bass e un particolare periodo tra il ’92 e il ’93 (quando l’hardcore iniziava a scivolare nella jungle) quanto un presente fatto di momenti ambient (qui più o meno power e più o meno noise) intinti in cartilaginose cascate di bit (Mite, l’inedito di Logos, Glass, che arriverà presto su Different Circles) e dal portato più propriamente grime, sia nella versione strumentale di Strict Face, Inkke e Rabit (Inside The Catacomb firmata a 3 con Mumdance & Logos) sia in spitting bars di Novelist nella splendida 1 Sec (in versione VIP) o nella versione di Riko della Take Time di – ancora – Novelist e Mumdance.

Nel frattempo, Mumdance continua la sua residency mensile a Rinse Fm dove, tra le altre cose, propone anche estratti di musica concreta (Pierre Schaeffer, Groupe de Recherches Musicales) e ambientale utilizzata però nell’ottica del dj tool.

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