Album

Roy Montgomery

Roy Montgomery – Island of Lost Souls

5 Febbraio 2021 rock drone
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Roy Montgomery festeggia i 40 anni di attività con una quadrilogia di lavori annunciati nel 2020. Il primo Island of Lost Souls, pubblicato il 5 febbraio 2021, coerentemente con il precedente Suffuse (che era un lavoro di collaborazioni) e soprattutto con R M H Q: Headquarters (di cui la nuova serie rappresenta un ideale seguito), viaggia tra dream, droning, minimalismo e wave, onde oniriche e pittura oceanica.

Particolarità delle quattro lunghe tracce del disco – e non è certo una novità nella sua discografia – è la dedica: ognuna di loro è stata composta avendo uno specifico musicista in mente. L’ultima ad esempio – The Electric Children of Hildegard von Bingen, 22 minuti di durata – è stata pensata per Florian Fricke, deus ex machina dei Popol Vuh scomparso nel 2001. Della traccia esiste inoltre un Motorik Mix quando l’originale è decisamente improntato su un estatico minimalismo, un folk ancestrale e immersivo pennellato spremendo diversi tubetti d’acrilico, senza pentimenti, strato su strato. Altro omaggio doveroso e importante per Montgomery è quello a Peter Principle, indimenticabile bassista dei Tuxedomoon scomparso nel 2017. Unhalfmuted, che già dal titolo fa chiaro riferimento al debut della band Half Mute, è una wave meditativa e catartica che, oltre che dei giri di chitarra, si avvale degli arabeschi free form di un chiesastico organetto.

L’emotiva ed emozionale Soundcheck tira in ballo un altro personaggio avvolto nel mito, Adrian Kelvin Borland, frontman della post punk band The Sound, morto suicida nel 1999. E per completare il cerchio con l’opener c’è Cowboy Mouth, il cui Sam Shepard dovrebbe essere l’omonimo attore, regista e scrittore il cui realismo dai tratti surrealisti rientra a pieno titolo nell’immaginario del Nostro.

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