Blood Axis

I Blood Axis sono uno storico act neofolk-martial industrial fondato nel 1989 da Michael Moynihan, successivamente affiancato dalla futura moglie Annabel Lee e da Robert Ferbrache. Espressione stessa dei suoi molteplici interessi culturali, non si può che personificare il progetto nel personaggio di Moynihan: giornalista, scrittore, traduttore e produttore, oltre che musicista (sue la label Storm Records e la casa editrice Dominion Press). Nato a Boston, in Massachusetts, il Nostro cresce con un background tipicamente Nordeuropeo, studiando letteratura inglese, irlandese, gallese e tedesca. Comincia ad interessarsi alla musica sperimentale nel 1984, soprattutto rifacendosi a gruppi come SPK e Throbbing Gristle, e fonda nello stesso anno il suo primo progetto power electronics chiamato Coup De Grace, che ha ottimi riscontri di critica e pubblico soprattutto in Europa, dove Moynihan si trasferirà per un po’ di tempo, non prima di aver collaborato con Sleep Chamber, progetto industrial americano di John Zewizz (grande appassionato di sadomasochismo e bondage).

Michael Moynihan
Michael Moynihan

Nel 1989 fonda il progetto Blood Axis, ma dobbiamo aspettare fino al 1994 per avere la sua prima pubblicazione: un 7’’ con Allerseelen (storico progetto austriaco di Gerhard Hallstatt) contenente una cover di stampo post punk “marziale” dei primi Joy Division / Warsaw, Walked In Line (l’originale era intitolata They Walked in Line). Il progetto di Moynihan vede la sua prima vera produzione in studio solo un anno dopo, nel 1995, con The Gospel Of Inhumanity. L’album, realizzato con l’aiuto di Robert Ferbrache, è un classico del martial industrial ed è un inquietante cut-up che fotografa bene l’immaginario di cui si nutrirà abbondantemente la creatura Blood Axis: al suo interno possiamo trovare musiche di Johann Sebastian Bach (Herr, Nun Las in Frieden) e Sergei Prokofiev (Reign I Forever), testi di Friedrich Nietzsche e Henry Wadsworth Longfellow; le voci di Ezra Pound e di Charles Manson, oltre a campionamenti dai film The Wicker Man e Arancia Meccanica. Il disco è un vero terremoto, che si eleva ben presto a capostipite di tante produzioni a venire con la sua inconfondibile iconografia estrema, un sentire oscuro, a tratti nichilista, che rimanda a un immaginario totalitario, eco fantasmatico ed inquietante della storia europea oramai passata. Si ascolti a riguardo proprio l’intro del disco, dal titolo emblematico The Gospel Of Inhumanity, con il suo organo elettronico che si erge tra le rovine.

Prima della realizzazione del disco, Moynihan ha avuto modo di farsi conoscere dal pubblico della scena grazie alla sua collaborazione con Boyd Rice ed il suo progetto NON, accompagnando l’artista in un tour in Giappone (dove ha avuto modo di esibirsi assieme a nomi importanti come Sol Invictus, Death In June e Rose McGowan). La collaborazione con Rice si ripercuote anche nel famoso album del collettivo Boyd Rice And Friends, Music, Martinis and Misanthropy, a cui Moynihan partecipa attivamente, essendo uno dei più cari amici di Boyd Rice.

Boyd Rice and Friends
Boyd Rice and Friends

Un secondo lavoro come Blood Axis esce nel 1998 per la ormai defunta Cold Meat Industry, con il nome Blót: Sacrifice in Sweden. Si tratta di un live registrato nel novembre 1997, in occasione di un concerto a Skylten, (Linköping) in Svezia, per il decimo anniversario della label. Il disco fotografa il momento più ispirato del progetto, con convincenti nuovi arrangiamenti neofolk-martial di molti brani presenti nel primo LP, oltre ad un’ottima versione di The March Of Brian Boru, brano uscito anche nel secondo split con Allerseelen, realizzato sempre nel 1998. Il live contiene anche una cover di un brano degli Strawbs, The Hangman And The Papist, adattamento di una canzone popolare irlandese sulla follia che spinge a massacrarsi nel nome di un Dio che si vorrebbe tragicamente unico. Una menzione speciale va alla copertina che riporta il celebre dipinto di Carl Larsson “Midvinterblot”, realizzato nel 1915 per la sala della scala centrale del Nationalmuseum di Stoccolma. Il dipinto raffigura una leggenda dalla mitologia norrena che narra di come il re svedese Domalde fu sacrificato dagli Dei, all’interno del tempio di Uppsala, per porre fine ad una lunga carestia rinnovando il patto di sangue tra gli Dei, il popolo e la propria terra.

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Blót: Sacrifice in Sweden

Nel suo più recente periodo di attività, Moynihan si dedica per la maggior parte alla riscoperta di antiche sonorità tradizionali, soprattutto di stampo irlandese, cosa che fa assieme a B’eirth degli In Gowan Ring e al collettivo Witch-Hunt, che vede coinvolti lo stesso B’eirth, la moglie Annabel Lee e Markus Wolff dei Waldteufel. Il collettivo è responsabile di una performance live in Portogallo nel 2001, dalla quale viene tratto l’album Witch-Hunt: The Rites Of Samhain, altra grande pietra miliare del neofolk che ispirerà molti artisti emersi nel corso degli anni Duemila.

Altra realizzazione dei Blood Axis, questa volta assieme al progetto industrial martial-neoclassico francese Les Joyaux De La Princesse, è l’album Absinthe: La Folie Verte, sorta di concept interamente dedicato all’uso dell’assenzio da parte dei poeti maledetti. Si tratta di una sorta di bad trip psichedelico e decadente nel fascino di un’Europa e, soprattutto una Francia, oramai tragicamente scomparsa. Anche qui emerge un certo gusto letterario tipicamente europeo, unito ad un notevole spessore culturale avvolto dai fumi d’assenzio.

Nel 2010, dopo un lungo periodo di assenza, Moynihan, assieme a Annabel Lee e Robert Ferbrache, torna al progetto Blood Axis realizzando Born Again, il secondo vero e proprio full-length del gruppo, contenente brani inediti e rielaborazioni di brani tradizionali come Wulf And Eadwacer, un’antico poema inglese, e Erwachen In Der Nacht, il cui testo è ripreso da uno scritto di Hermann Hesse. Il disco, forte delle ricerche sulle tradizioni musicali e letterarie condotte da Moynihan, si caratterizza per uno spostamento dal martial industrial degli esordi verso un neofolk con meno campionamenti e più strumenti tradizionali, come il violino suonato magnificamente dalla moglie Annabel Lee. Degna di nota è anche la collaborazione con Bobby Beausoleil (in carcere dagli anni Sessanta per i suoi legami criminali con la “famiglia Manson”, nonché musicista, autore della colonna sonora del film Lucifer Rising di Kenneth Anger) nel brano iniziale (Invocatio) e finale del lavoro (Exvocatio). L’anno successivo esce la raccolta Ultimacy, che raccoglie materiale di difficile reperibilità, tra cui spiccano la ballata Mandragora e la cover dei Joy Division Walked In Line, rimasterizzata per l’occasione.

Tra il 2013 e il 2014 Moynihan fonda un nuovo collettivo chiamato Knotwork, assieme alla moglie e al chitarrista canadese Dono Schabner, sempre con l’intento di riscoprire le antiche sonorità della tradizione irlandese, i miti e leggende nordiche, utilizzando anche un’essenziale strumentazione tradizionale composta da violino, chitarra e bodhrán. Il loro EP d’esordio è 3×3, uscito nel giugno del 2014 per la Storm Records di Moynihan. Il progetto Knotwork, nell’estate del 2014, apre le date del tour europeo di Fire + Iceprogetto neofolk di Ian Read con cui Moynihann e soci collaborano attivamente .

Knotwork Live
Knotwork Live

Oltre alla carriera come musicista, Moynihan è noto anche per i suoi scritti e le sue traduzioni, spesso su argomenti controversi e in molti casi scomodi ai più, con annesse sterili polemiche e smentite sul carattere ideologico e politico dei suoi lavori. Nel corso della sua lunga carriera, Moynihan è stato accusato di essere un satanista, un comunista, un anarchico, un fascista, etc, ma l’artista ha smentito più volte le molte voci che volevano banalizzare, strumentalizzare o biasimare politicamente il suo lavoro.

Egli è, assieme a Joshua Buckley, uno degli editori di Tyr: Myth-Culture-Tradition, rivista di “tradizionalismo radicale”, critica rispetto alcuni aspetti deteriori della modernità capitalista e celebrativa dei miti, delle culture e delle istituzioni sociali dell’Europa pre-cristiana e pre-moderna. I temi della pubblicazione si rifanno spesso alla cultura neopagana tedesca e alla mitologia celtica, dando spazio anche alla componente musicale neofolk e al recupero dell’etenismo nell’arte e nella cultura popolare contemporanea. In questa sede abbiamo recensito il numero quattro della rivista, che conteneva, tra le varie cose, anche un’interessante intervista a Sean Ragon dei Cult Of Youth. Moynihan è anche coautore, assieme al giornalista norvegese Didrik Søderlind, di uno dei primi e più importanti libri riguardanti la scena black metal norvegese, Lords Of Chaos, libro che ci racconta anche degli omicidi e dei roghi di chiese perpetrati all’interno della scena black dei primi anni ’90. Come giornalista ha anche collaborato con diverse riviste musicali, intervistando moltissimi artisti della scena alternativa o metal, e recentemente ha contributo al libro uscito per Feral House, American Grotesque: The Life and Art of William Mortensen, magnifica pubblicazione sulla vita del leggendario fotografo e illustratore americano. È uscito da poco anche il libro del filosofo tedesco Ernst Jünger, Visit to Godenholm, curato e tradotto in inglese da Annabel Lee con illustrazioni dell’artista svedese Fredrik Söderberg per la casa editrice Edda di Carl Abrahamsson.

Comunque la pensiate sui “controversi” Blood Axis, è certo che a Moynihan e soci, con un certo background culturale sulle spalle, non è mancato (e non manca tuttora) il coraggio di andare controcorrente rispetto ad un mondo occidentale oramai in profondissimo declino. Un coraggio che molto spesso manca nella musica “alternativa” di oggi, sempre più affetta da mediocre conformismo e buonismo.

(Testo di Lorenzo Nobili e Marco De Baptistis)

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