Cult Of Youth (US)

Biografia

I Cult Of Youth sono il progetto neofolk/post-punk di Sean Ragon, musicista americano appassionato di rune e mitologia nordica, nonché gestore di un negozio di musica a Brooklyn, l’Heaven Street, e responsabile della piccola label indipendente Blind Prophet Records. Ragon è stato coadiuvato, di volta in volta, da diversi musicisti e collaboratori che si sono avvicendati nella band.

A Stick To Bind, A Seed To Grow, uscito per Dais Records nel 2008, costituisce l’esordio sulla lunga distanza del progetto, dopo il 7” omonimo uscito per Axiomata Product nel 2007. Il disco convince gli appassionati del genere con un classico ed efficace folk-apocalittico debitore nei confronti dei Crisis quanto dei Death In June e della musica della Grey Area in generale. Del resto, il nome del suo negozio è quello di uno dei primissimi brani composti dei Death in June dopo la fine dei Crisis.

Nel 2010 esce Filthy Plumage In An Open Sea!, interessante mini-LP registrato dal solo Ragon per la bolognese Avant! Records. Nel disco cominciano ad intravedersi cambiamenti nella musica del Nostro, mutamenti che si concretizzeranno nel suo secondo LP uscito per Sacred Bones Records nel 2011. Intitolato semplicemente Cult Of Youth, l’LP propone un interessante connubio di neofolk, country e post-punk. Brani come Lorelei e la rabbiosa Lace Up Your Boots (già apparsa in un’altra versione per il mini-LP della Avant!) lanciano il gruppo verso un pubblico più vasto. Ora i Cult Of Youth sono una vera e propria band con Micki Pellerano al basso, Christina Key al violino e Gleen Maryansky alla batteria e alle percussioni.

Nel 2012 esce il terzo disco – il secondo per Sacred Bones – Love Will Prevail, registrato con spirito DIY in una sala di ripresa attrezzata nel retro del negozio di dischi di Ragon. L’evoluzione dei Cult Of Youth nel loro western-neofolk continua. Un brano come New Old Ways suona come una dichiarazione di intenti: non si dimentica la tradizione post-industriale e lo spirito punk degli esordi, ma la musica del “culto della gioventù”  si rinnova con aperture melodiche e venature psych pop. Il gruppo va in tour con Zola Jesus, Cold Cave e Iceage, riscuotendo un buon successo in ambito indie, ottenendo buone recensioni su Pitchfork e Stereogum, ma anche ricevendo consensi su una web-zine di nicchia come Heathen Harvest, specializzata in musica post-industriale, o sulla rivista Tyr, diretta da Joshua Buckley e Michael Moynihan (giornalista e anima del progetto Blood Axis). Quest’ultima ha pubblicato di recente anche una lunga e interessante intervista a Ragon.

Nel novembre del 2014 il gruppo torna con una rinnovata line-up, sempre per Sacred Bones, con Final Days. Per questo lavoro entrano a far parte dei Cult Of Youth Jasper McGandy (basso), Christian Kount (chitarra), Cory Flannigan (batteria) e Paige Flash (violoncello). Mentre in Love Will Prevail si intravedeva una speranza per il genere umano, Final Days è un disco cupo, indignato e pessimista sul percorso dell’umanità, che mescola diverse influenze: dai The Birthday Party, passando per i primi Nick Cave & The Bad Seeds, sino ai The Gun Club. Il disco rimane molto vicino ai contenuti espressi dalla scena neofolk europea, a riprova della versatilità di un genere che continua a riscuotere consensi in vari ambiti con la forza delle idee e della sua estetica.

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