Cat Power (US)

Biografia

Atlanta, Georgia, è la città originaria di Chan Marshall, in arte Cat Power, destinata diventare da metà anni Novanta in poi una delle figure più singolari del rock indipendente statunitense. Dopo essersi trasferita a New York, l’incontro con Steve Shelley dei Sonic Youth determinerà l’avvio di una carriera che la porterà dal cantautorato lo-fi degli esordi a forme espressive più curate e sofisticate, pur mantenendo sempre una certa istintualità. Dear Sir (Runt Records, 1995) è l’acerbo esordio insieme ai Two Dollar Guitar, ovvero il chitarrista Tim Foljan e Shelley, seguito dall’analogo Myra Lee (Smells Like Records, 1996); in questo primo stadio Cat Power è una performer ancora grezza e istintiva,  come conferma il successivo ed inquieto What Would The Community Think (Matador, 1996), fusione di indie, folk, blues e country. Ma è con Moon Pix (Matador, 1998), registrato in Australia insieme a Mick Turner e Jim White dei Dirty Three, che la Marshall giunge a una formula del tutto personale di cantautorato indie, scheletrico eppur ammaliante come possono essere i lavori più inspirati di Nick Drake, Elliott Smith e Joni Mitchell.

Dedicatasi con The Covers Record (Matador, 2000) alla rilettura radicale di canzoni dei suoi artisti preferiti (Rolling Stones, Nina Simone, Velvet Underground, Bob Dylan), perviene poi con You Are Free (Matador, 2003) a un’ulteriore stadio di maturazione, grazie anche a una rinnovata sicurezza. The Greatest (Matador, 2006) è il cambio di pelle che non ti aspetti: Memphis soul e musicisti che hanno fatto la storia del genere per una formula che si rivela di inaspettato successo (l’album sfiora la top 30 di Billboard). Ripetuta con Jukebox (Matador, 2008) l’esperienza di The Covers Record alla luce della riuscita svolta soul (ribadita nell’EP Dark End Of The Street), segue un lungo periodo di stallo e crisi da cui Chan esce del tutto rinnovata: il risultato è Sun (Matador, 2012), che spazza via le leziosità e raffinatezze dei lavori precedenti e restituisce certe inquietudini passate, all’insegna di una ritrovata vivacità stilistica in cui trova spazio anche l’elettronica.

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