Death Cab For Cutie

Nati nel 1997, in una Seattle che stava allora vivendo gli ultimi rigurgiti del grunge, come un progetto del solo Ben Gibbard (allora nei Pinwheel), i Death cab For Cutie si sono trasfromati rapidamente in una vera e propria band con Christopher Walla alla chitarra e tastiere, Nicholas Harmer al basso e Nathan Good alla batteria.

Dopo gli inizi indie-rock sulla scia dei Built To Spill di Doug Martsch con Something About Airplanes, durante gli anni zero, parallelamente ad altre band del Nord Ovest americano come Modest Mouse, Decemberists e agli stessi Built To Spill, la formazione si assesta su un indie sempre più melodico e autoriale cementato prima dal successo indipendente (tramite l’etichetta Barsuk Records) e poi nazionale e internazionale immediatamente prima e dopo la firma per una major (la Atlantic con Plans). A segnare il passo, e ad trasformare la band in qualcosa di generazionale, un album come Transatlanticism, pubblicato per Barsuk nel 2003, i cui brani e fortunati singoli – The New Year, The Sound of Settling e Title and Registration – oltre ad ottenere il plauso della critica, trovano spazio privilegiato nelle soundtrack di una manciata di telefilm quali OC, Six Feet Under, CSI Miami e Harper’s Island.

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