Built To Spill (US)

Biografia

I Built To Spill prendono vita nel 1992 a Boise, nell’Idaho, su iniziativa del chitarrista e cantante Doug Martsch, già nei seminali Treepeople (band di base a Seattle), che coinvolge nel progetto il batterista Ralf Youtz ed il chitarrista Brett Nelson, dichiarando fin da subito che il leader va considerato l’unico membro fisso di una formazione destinata a mutare ad ogni disco. L’intento è infilarsi nel solco tracciato dai Dinosaur Jr. tenendo a mente la lezione elettrica di Neil Young coi Crazy Horse, da poco tornato in auge con uno degli album più potenti della carriera (Ragged Glory, 1990) che ne consoliderà la fama di “padrino del grunge”. Del grunge, pur sposando l’impostazione hard e la riarticolazione di istanze classic rock, i Built To Spill rifiutano però la spigolosità cupa a vantaggio di una liturgia Sixties fatta di trip psichedelici dilatati e accattivanti, attenta però ad accogliere l’incedere disincantato che diverrà un codice dominante nel coevo lo-fi. La critica ed il pubblico prenderanno a considerarli come la indie rock band per eccellenza, fornendo la matrice per il sound che diverrà centrale in quegli anni grazie anche a band come Modest Mouse e Death Cab For Cutie.

Dopo due album per etichette indipendenti (Ultimate Alternative Wavers del 1993 per la C/Z Records e There’s Nothing Wrong with Love dell’anno successivo, stavolta per la Up Records) ed una trionfale partecipazione a Lollapalooza, arriva il contratto con Warner e due album che ne decretano il successo internazionale, Perfect From Now On (1997) e Keep It Like a Secret (1999), cui farà seguito un Ancient Melodies of the Future (2001) già però fuori tempo massimo.

Dopo una pausa di cinque anni durante la quale Martsch pubblica il suo primo lavoro da solista Now You Know (2002, Up Records), costituito da rielaborazioni blues e folk, nel 2006 arriva You in Reverse che assieme al successivo There Is No Enemy (2009) garantisce alla band un discreto riscontro commerciale e dignitose recensioni. E’ evidente però che il sound Built To Spill sembra ormai provenire da un’altra epoca. Saranno quindi sei gli anni di silenzio prima del successore Untethered Moon, pubblicato nell’aprile 2015 e descritto in sede di recensione come un «ritorno al suono chitarristico dei 90s, che mantiene intatta l’attitudine, viva la convinzione, pur con un pizzico di inevitabile mestiere».

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