Goat (SE)

Biografia

Dietro il nome da satanismo black metal d’antan si cela un misterioso combo svedese che mischia psichedelia anni ’70, afro-beat, ritmi danzerecci (in senso buono), rock acido, kraut eterodosso e molto altro ancora, in un tourbillon sonoro da sabba indemoniato o da comune post-freakettona.

Una leggenda, quella dei Goat, creata ad hoc intorno a Korpilombolo, paese svedese di origine (?) di alcuni dei “core member” del collettivo, posseduto da una strana maledizione risalente ai tempi mitici del passato ancestrale della zona, tra voodoo e vichinghi, stregoni e antiche iscrizioni, crociati e maledizioni. Una leggenda che dopo l’uscita dell’ottimo esordio World Music per la rinomata Rocket recordings, ha poi incendiato i palchi di mezzo mondo, sparando una energia tale da mandare in trance gli spettatori e trasformando i concerti in veri e propri happening.

La furia on stage è stata ben resa dal live Live Ballroom Ritual dello stesso anno – “un pegno dovuto ma non richiesto alla Rocket“, scrive Pifferi nella recensione, dato che “quella live è la dimensione ideale per inquadrare al meglio questa congrega di scandinavi abili a giocare con nascondismo […] ed esoterismo” – ma è il secondo disco ad essere atteso al varco per testare le vere potenzialità del collettivo. Commune è previsto in uscita per settembre 2014, sempre su Rocket Recordings.

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