Jacco Gardner

“A neo-psych/baroque pop artist from the Netherlands”. È così che si definisce Jacco Gardner, cantautore e polistrumentista olandese. Poche parole in grado di inquadrare perfettamente l’essenza del musicista, salito alla ribalta nel 2013 con il buon debutto Cabinet Of Curiosities. Il disco d’esordio ha infatti messo in luce tutte le qualità del giovane artista: in altre parole, la capacità di creare un songwriting originale e sofisticato, debitore sia ad atmosfere prog e psych sia a melodie medievali e barocche, dove spicca l’elemento acustico/cantautorale, in grado di evocare Syd Barrett e Nick Drake e tutta la tradizione dei menestrelli inglesi. La stessa formula che ritroviamo nella seconda prova, Hypnophobia, che conferma il talento di Gardner: molti strumenti (tamburi, flauto, clarinetto, organo e clavicembalo, optigan, mellotron, oltre a tutte le declinazioni possibili di basso e chitarra) per altrettante suggestioni sonore. Un pastiche surrealista e immaginifico, realizzato ancora una volta sulla base di una forma-canzone pop/folk nella struttura ma rimodellata nelle sonorità attraverso le molteplici influenze a cui il Nostro è debitore, ovvero ambient, prog, psichedelia, uniti nella commistione tra analogico e digitale.

Nato nel 1988 a Hoogeveen, nei Paesi Bassi, Jacco Gardner comincia a muovere i primi passi come musicista grazie ai genitori, che gli impartiscono una precisa educazione musicale: lezioni di basso e chitarra, oltre che di tastiera, che lo portano (sempre dietro alla spinta della famiglia) a immergersi completamente nel mondo della musica, oltre che a formarlo come polistrumentista. Nel 2012, all’uscita dei primi due singoli – Where Will You Go e Cabinet Of Curiosities -, viene immediatamente paragonato a Syd Barrett, con cui condivide lo stesso immaginario, fatto di simboli e fascinazioni allucinogene. Un paragone lusinghiero e azzeccato, visto il debito di riconoscenza che lui stesso ammette: “[Syd Barrett] è dove tutto è cominciato. Ha davvero formato il mio modo di scrivere, e le sue canzoni sono state le prime che ho imparato a suonare: ha influenzato la mia voce, gli arrangiamenti, il mio stile”.

L’anno successivo esce il già citato debutto Cabinet Of Curiosities, pubblicato attraverso l’etichetta Trouble In Mind: il disco lo impone all’attenzione del pubblico e della critica, permettendogli di attraversare l’Europa per un’intensa attività live che tocca anche l’Italia. Il 5 maggio 2015 Gardner torna con Hypnophobia (pubblicato tramite Polyvinyl Records), secondo lavoro di cui parla Giulia Antelli in sede di recensione: “il segreto che anima Hypnophobia è saper rendere omaggio alla miglior musica del passato senza limitarsi alla semplice citazione, ma anzi costruendo tracce originali grazie all’abile mescolanza tra analogico e digitale (attraverso loop e campionamenti), costantemente in bilico tra passato e futuro, tradizione e innovazione. Il tutto suonato con mestiere e consapevolezza”. Pochi giorni dopo l’uscita, il musicista ha presentato il disco attraverso un tour di tre date (a Carpi, Ravenna e Padova), e sarà di nuovo in Italia il 19 e il 20 luglio, rispettivamente al Parco Gioeni di Catania e al circolo Magnolia di Milano.

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