Johnny Mox

Biografia

Gianluca Taraborelli da Trento, già batterista per Nurse! Nurse! Nurse! e altre formazioni, giornalista di professione, agitatore culturale per vocazione e onnivoro ascoltatore musicale, assume da qualche anno in qua le fattezze del reverendo Johnny Mox, salendo in piedi sulla grancassa dalla quale lancia i suoi sermoni a base di human beat-box, blues del pre-guerra, stralci di gospel e spirituals americani dei tempi che furono, atteggiamente punk e irriverenza totale. Un predicatore “fuori fase, eccentrico, stonato“, come si diceva in sede di recensione dell’esordio We=Trouble, sboccato e sperimentatore, acceso da una sacra passione che è “punk nella matrice, iconoclasta nell’applicazione e terribilmente eccitante nei risultati“.

Dopo centinaia di concerti in tutt’Italia, due tour europei e uno americano – costa Ovest ad esser precisi – il reverendo unisce le forze coi Gazebo Penguins per lo split Santa Massenza, sempre sul filo dello scambio di umori e di travasi letterari: 5 pezzi e due racconti, autori proprio il reverendo e Capra per i Gazebo, con quelli di Mox a inaugurare il sodalizion con la band emiliana che ne supporterà, come backing band, il tour del nuovo lavoro Obstinate Sermons: “urticante post-hc al servizio delle rime del Nostro in una sorta di riproposizione del mash-up alla “Judgement Night” e “funk-metal d’antan” come si diceva nel numero 50 di Gimme Some Inches.

A due anni di distanza dall’esordio arriva Obstinate Sermons, lavoro molto più maturo e vario per un musicista che non si pone limiti, fagocitando crooning alla Nick Cave e spirituals da America rurale dei ’50, psichedelia mantrica e crossover anni ’90, oltre al solito fluviale flusso di testi tra i più intelligenti mai ascoltati a queste altezze.

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