Luke Abbott (UK)

Biografia

Luke Abbott – colonna portante della Border Community di James Holden – esporta da Norwich il suo verbo di solidi quattro quarti electro, modulazioni sintetiche, effimeri sogni campestri. La musica di Abbott prima sembra troppo umorale per gli edonismi del dancefloor, poi si trasforma in celebrazione a cassa dritta. Sempre e comunque con quel tipico senso dello spleen che è segno caratteristico delle più illuminate fascinazioni elettroniche d’oltremanica.

Una cifra stilistica portata ad effettivo compimento con la produzione del primo album, Holkham Drones (2010), ma che poggia sulle solide fondamenta degli extended-play degli esordi e sulle tracce rilasciate nei successivi quattro anni. Esordi che sono quelli del 2006 su Output Recordings (B,B,B,B,B,B,B,B,B,B,B e (Prelude) We’ve Lost The War), marcati da breakbeat nevrotici, nostalgie lo-fi e sample-stretching spinti all’estremo. Poi Output chiude, e Abbott si trova a dover scegliere altre piattaforme alle quali proporre la sua musica. Un demo spedito a Border Community, Holden approva, e nel giro di due anni escono Tuesday EP e Whitebox EP, decise deviazioni verso l’electro mista ambient che sarà seriale nella prima prova sulla lunga distanza. Holkham Drones viene pubblicato da Border Community nel 2010, e il modus operandi di Abbott trova il suo apice. Quasi a rappresentare la chiusura di una lunga stagione electroclash da una parte, e dall’altra a rinsaldare il legame emozionale con la scena progressive-techno più in voga al tempo, il disco porta con sé i lasciti kraut, le spinte violente da pista, e le rimescola in chiave post-moderna. Stilemi che saranno dosati con padronanza anche nelle release successive, sulla Notown di Gold Panda (Object Is A Navigator, Modern Driveway), ancora su Border Community (Trans Forest Alignment, Brazil), e sotto forma di remix al servizio di nomi come John Talabot e Jon Hopkins.

Nel 2014, dopo l’esperienza di residency al Wysing Arts Centre di Cambridge, Luke Abbott pensa al nuovo disco. Meno concessioni alla pista, in questo caso, ma certamente più spazio ai chill-out di sintesi modulare. Wysing Forest è “secondo cugino della dance music”, rilegge in tono electro-pastorale discorsi iniziati ormai dieci anni prima, conferma la naturale vena creativa del produttore britannico.

Per ripercorrere la sua storia, e presentare il suo nuovo lavoro, Luke Abbott torna in Italia al roBOt festival 07 di Bologna. L’appuntamento è per sabato 20 settembre 2014, ore 00:30, all’Estragon. Maggiori dettagli sulla pagina ufficiale dell’evento.

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