Metà Metà

Nati nel 2008 da un’idea di Kiko Dinucci e Juçara Marçal legati da amicizia artistica, sfociata due anni prima nell’album Pade, in seguito allargata al sassofonista Thiago França, i Metà Metà sono tra i brasiliani la compagine musicale più ricettiva nei confronti del meticciato artistico e della combinazione di generi. Il loro nome trae origine dalla lingua Yoruba, koinè dialettale dell’Africa occidentale rintracciabile nel DNA Brasile per via della passata tratta degli schiavi e della politica secolare di imperialismo coloniale. Metà Metà significando tre, dà bene a intendere il grado di unità, di semplice triangolazione che la band ha voluto concettualmente darsi fin dai primi anni in cui Casa de Francisca, uno degli spazi artistici più importanti di San Paolo, li ha ospitati fino a patrocinarne gli intenti. E’ chiaro nei Metà Metà il legame indissolubile con la cultura afro-americana, che per il Brasile in particolare ha per un secolo voluto dire Salvador de Bahia, maturato coi tempi accellerati della storia in elemento ideologico nel disparato crogiuolo nazionale. In occasione dell’uscita di MM3, la cantante Marçal ha però voluto precisare come la questione Africa, stante l’importanza che ancora oggi riveste, non è l’unica dimensione artistico musicale a cui il trio si ispirerebbe. E’ evidente ripercorrendo la loro storia come le influenze freeform di França e rumoristico sperimentali elettroacustiche di Dinucci, filtrate e annodate stilisticamente trovino un precipitato particolare che attrae una nuova generazione di fan. Aiutati da Marcelo Cabral al basso, Samba Ossalê alle percussioni e Sérgio Machado alla batteria, il trio esordisce con un disco omonimo nel 2011; forte di brani come Vale do Juça scritta da Siba, Umbigada, che indugiano su un’acustica fatta di rapidi passaggi, aria gismontiana e un armonioso (pop)ular cantare. Altri come Oba ina danno, per un altro verso, libero sfogo alle qualità del sax e dei ritmi. Il lavoro è colto dagli addetti locali della critica che iniziano a coccolarli. Metal Metal del 2012 conferma le premesse (dal rumorismo di Oya al samba di Sao Jorge, dal desert rock di Man Feriman al lo-fi alla Tune-Yards di Exu). Si registra anche una versione rock ben fatta di Tristeza nao di Itamar Assumpçao. Alakoro con Tony Allen nel 2013, un due tracce fatte di chitarra preparata, ritmica suadente, voci e cori sussurrati in cui rivive molta parte dell’Africa, e un EP nel 2015 fanno da apripista per MM3 uscito nel maggio del 2016. Terzo disco dei Metà Metà.

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