The Antlers (US)

Biografia

Gli Antlers sono un progetto di stanza a New York nato nel 2006 dalla mente di Peter Silberman, il cui nome è tratto da una canzone dei The Microphones. Dopo due album caratterizzati da un suono lo-fi folk da cameretta (Uprooted del 2006 e In the Attic of the Universe del 2007), scritti in solitaria dal songwriter, il progetto diventa in un gruppo collaborativo includendo Michael Lerner (batteria) e Darby Cicci (tastiera, tromba, basso elettrico, cori e designer di alcune cover art) e trasformandosi in una piccola orchestra dedita a sperimentazioni sulla melodia e a layering arrangiativi tra strumentazione acustica ed elettrica, senza negarsi alcune contaminazioni elettroniche.

All’ultimo EP in solitaria, Cold War del 2007, segue New York Hospitalis, che vede la partecipazione di Sharon Van Etten e Michael Lerner. Il trio trova il successo – a livello di webzine e riviste specializzate – con Hospice, un acclamato concept album originariamente autoprodotto nel marzo del 2009, che tocca temi difficili come la fragilità della vita e la malattia terminale. Un disco importante, ostico e accessibile, sofferto e conciliante, che viene poco dopo (il 18 agosto) rimasterizzato, dopo la firma con l’etichetta Frenchkiss, mentre il brano Kettering viene utilizzato all’interno della serie televisiva Chuck.

Dopo il plauso del Primavera Sound di Barcellona nel 2010 e un tour che la porta anche in altri importanti festival internazionali (Osheaga a Montreal e Lollaplooza a Chicago), nel 2011 la band pubblica Burst Apart per Transgressive, un lavoro che, secondo Marco Boscolo, rappresenta “una summa delle creatività di Silberman, Cicci e Lerner [e che trova] l’ispirazione in quel crocevia di elettronica, ambient e shoegazing al servizio di un scontro tra una soulness propriamente black e istinti indie“.

Dopo due nuovi EP, ovvero (together) – che contiene remix di Burst Apart del 2011 – e l’acclamato Undersea del 2012, anticipato dal singolo (e videoclip diretto da Hana Tajima) Palace, a giugno 2014 esce Familiars, lavoro autoprodotto e mixato da Chris Coady che rappresenta la prova più ambiziosa e complessa affrontata dalla formazione finora “A volte la scrittura vuole catturare un determinato stato d’animo in un determinato momento, come un’esclamazione non filtrata di ciò che sento in quel momento. Altre volte, è una meditazione di un sentimento complicato che ho e provo a risolvere“, ha dichiarato Silberman a Nino Ciglio nella nostra intervista. Il leader del trio riassume il messaggio ultimo del disco come un “fare pace con se stessi”, un processo che “spesso richiede di comprendere la guerra che già combatti“.

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