The Horrors (UK)

Biografia

The Horrors, da Southend-On-Sea, Inghilterra, nascono nel 2005 con una molla iniziale ben precisa: la passione per il post punk ed il garage. A testimonianza di questo amore musicale, le prime incisioni della band: due cover, una di The Witch dei Sonics, l’altra di Jack The Ripper di Screamin’ Lord Sutch. Il carattere “sanguigno” e ruspante della band è confermato dalle parole del cantante Faris Badwan, intervitato da SA: “Joshua (Hayward, chitarrista) ed io lavoravamo da un macellaio, Joe (Spurgeon, batterista) e Tom (Cowan, bassista) lavoravano invece in un mattatoio”. Oltre a questi, completa la band Rhys Webb (basso ed organo).

All’inizio della loro carriera gli Horrors ruotano attorno al Junk Club, locale underground gestito da Olivier Abbott e dallo stesso Web, un’autentica eminenza in campo 60s garage e freakbeat che, oltre ad essere un fanatico collezionista di rarissimi 7”, organizza serate a tema che diventano in breve uno degli appuntamenti più cool in città. Frequentatori del club anche una serie di band locali quali These New Puritans, The Violets, Ipso Facto, Neils Children e The Errorplains.

Il loro full-length della band è del 2007 e si intitola Strange House  (Loog Records): è l’approdo naturale di un viaggio cominciato con i tre singoli dell’anno prima (Sheena is a Parasite, Death at the Chapel, Count in Fives) e proseguito con altri due (GlovesShe Is The New Thing). Sono tutti brani inclusi nell’album, il quale non supera nel Regno Unito la posizione 37. Nella nostra recensione, il disco, prodotto, tra gli altri, da Alan Moulder, Jim Sclavonous e Rick Zinner degli Yeah Yeah Yeahs, viene descritto come “un profluvio di chitarre dissonanti e urticanti, ritmi tribali, urla frenetiche e demenziali, organetti distorti e impazziti fra beat e Suicide“. Di Sheena is a Parasite, viene girato un videoclip affidato al regista Chris Cunningham, in cui il premio Oscar Samantha Morton è posseduta da fremiti soprannaturali che la scuotono al ritmo del brano.

Gli orizzonti della band si allargano. Inizia un’intensa attività live di qua come al di là dell’Oceano che non frena il quintetto – tra una partecipazione ad un festival e l’altra – dal continuare a incidere. Nel 2008 esce un EP dal titolo Shadazz, pubblicato grazie all’aiuto di Suicide e Nic Void. Dell’anno seguente, anticipato da un brano e relativo videoclip diretto dall’ex Jesus And Mary Chain, Douglas Hart, Sea Within A Sea, è Primary Colours. Il disco, che esce per XL e si posiziona al 25° posto della chart britannica, apre la band ad influenze shoegaze: la formula, anche grazie all’aiuto di Geoff Barrow dei Portishead come produttore, è quella di un incontro tra post punk, psichedelia e krautrock. Per il nostro Caliri, un termine di paragone potrebbe essere Loveless: “Gli Horrors ci hanno fatto ripensare alla genialità e all’efficacia di quel monumento. Il loro album non è un capolavoro, e probabilmente sarà considerato fuori tempo massimo; ma oltre alla scaltrezza di nascondere sotto la cotonatura dei capelli delle ottime idee importate ad hoc, al di sotto della corteccia celebrale la band riesce pure a scrivere buone canzoni“.

Non siamo il tipo di band che si siede sul tour bus con la chitarra acustica e cerca di tirare fuori un pezzo. Abbiamo bisogno di stare in uno studio e sfruttarne tutte le potenzialità“, dichiara la band – sempre nella nostra intervista – nel 2011.

Nel luglio del 2011, dopo due anni di assenza, gli Horrors tornano con Skying, sempre su XL. La band riesce ad arrivare alla posizione numero 5 della chart d’Oltremanica. Lo spettro sonoro si è allargato ulteriormente: “I nuovi Horrors non fanno calchi del passato, uniscono lo svacco psych-folk in ecstasy di Stone Roses (la batteria in Changing The Rain, Dive In) e dei Primal Scream di Screamadelica al rinnovato fraseggio romantico che Faris, dall’esperienza cinematografica ereditata dal progetto Cat’s Eyes, traghetta sul piano propriamente wave dell’album (You Said)“, afferma Edoardo Bridda. Dall’altro lato, Diego Ballani sottolinea quanto i brani rappresentino la sintesi tra “i bagliori della Sheffield dei primi 80s, l’austerità della Berlino dei tardi 70s e la leggerezza della Manchester dei primi 90s“. Seguito mutante dell’album è Higher, raccolta dei brani di Skying in versione remix uscita nel 2012.

Nel 2014 la band pubblica, sempre su XL Recordings, Luminous, il quarto disco sulla lunga distanza, il cui ascolto in streaming è disponibile qui. Anticipato dai singoli I See You e So now you know, è un album che non si discosta molto dal precedente ma punta deciso a una quadratura pop di una formula psichedelica, shoegaze, wave e cinematica coltivata negli ultimi due lavori. Questa sensazione di maggiore consapevolezza è confermata nella nostra intervista a Rhys Webb e Joshua Third, secondo cui “in passato abbiamo scritto dischi molto scuri: Luminous – e si chiama così per questo – doveva invece essere semplicemente potente, più che ispirare gioia o tristezza“. Nelle parole del nostro Diego Ballani, “è un fiore coloratissimo che si sbriciola fra le mani, tanto più si cerca di sfogliarlo“. Nel tour di promozione del disco, gli Horrors toccano anche l’Italia per due tappe all’interno di UNALTROFESTIVAL: la prima il 14 Luglio a Bologna, al Fiera District, la seconda il 15 a Milano, al Circolo Magnolia. 

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