Zun Zun Egui

Quartetto apolide e multiculturale, gli Zun Zun Egui vengono da Bristol, cittadina ben nota alle recenti cronache musicali per questioni di fusioni e amalgama. E i quattro di amalgama ne sanno, sia a livello musicale che di sangue. Kushal Gaya e Yoshino Shigihara, fondatori della band, sono creolo il primo, cantante e chitarrista cresciuto a Reunion e trapiantato col suo mash-up cultural-linguistico in UK; nippo e artista la seconda, alle prese con tastiere e backing vocals. Unendosi alla sezione ritmica inglesissima e formata da Luke Mosse (basso) e Matthew Jones (batteria), i quattro hanno cominciato a farsi notare nel sottobosco bristoliano a furia di mash-up culturale tra stilemi rock occidentali e influenze “altre” portate in dono dal retroterra dei due fondatori.

Un cd-r autoprodotto e un 12”, uniti ad una intensa attività live hanno fatto da volano per un piccolo culto non solo cittadino e per la pubblicazione dell’esordio Katang, uscito nel 2011 per Bella Union, col 12” Fandango Fresh a fare da apripista. Eclettismo a forti tinte world, multilinguismo anglo-franco-nippo-creolo discendente dal vissuto di Kushal, “blues played with African rhythms and Indian melodies” nell’autodefinizione del gruppo, slanci Talking Heads di mezzo, prog, indie, afro-beat ed enfasi colorata di sgargianti reminiscenze world che non scade mai nei clichè triti e ritriti della “world music” anni ’80, sono i molti ingredienti con cui il gruppo elabora la propria musica da “giungla urbana post-globalizzazione”.

Nel febbraio del 2015 arriva il secondo album lungo Shackles’ Gift, sempre imperniato su una personale forma di world music, molto potenziata dalla presenza dietro al bancone di Andrew Hung dei Fuck Buttons, sul versante elettronico e groovey.

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