All’inizio dell’anno avevamo dato la notizia ufficiale del lancio del nuovo servizio di musica in streaming da parte di Beats Electronic, azienda capitanata da Dr Dre, Trent Reznor dei Nine Inch Nails e Jimmy Iovine, presidente della major Interscope/Geffen. Poi c’è stata una strategica risposta di Daniel Ek, amministratore delegato di Spotify, non troppo turbato dalla presenza, per il momento riservata ai soli utenti residenti in America, di un nuovo competitor. Infine, il 2014 ha visto la realizzazione del “toblerone” di Neil Young, PonoMusic, un progetto che ha previsto la creazione non solo di un nuovo device di riproduzione musicale portatile (in sintesi, un potente iPod), ma anche dell’ennesimo servizio di acquisto e abbonamento online dedicato (attraverso file FLAC lossless audio). A tutto questo s’aggiunge il fatto che l’azienda creata da Dre e Iovine si è imposta ultimamente sul mercato come leader brand per cuffie che uniscono qualità e design, oltre alla constatazione che, stando alle recenti cifre di mercato, Spotify si starebbe espandendo in maniera preoccupante premendo sugli equilibri di potere del business legato all’ascolto digitale, con oltre 6 milioni di utenti paganti al mese (vedi anche l’accordo con Vodafone).
La novità è che, secondo alcune indiscrezioni del Financial Times dello scorso 9 maggio – poi confermate dai più autorevoli giornali del mondo -, potrebbe essere possibile un acquisto a nove zeri di Beats da parte di Apple. L’accordo, “già stipulato” – virgolette d’obbligo – e perfezionabile soltanto raggiungendo un’intesa su alcuni dettagli secondari, pare verrà ufficializzato tra qualche giorno. Si tratterebbe di una mossa inedita, secondo gli analisti di mercato, e non tanto per la cifra sbalorditiva e record per il settore (3,2 miliardi per l’acquisto, contro i 159 di liquidità complessiva), quanto per la strategia che sottende l’operazione. In passato, all’epoca di Steve Jobs, Cupertino ha sempre preferito assimilare realtà di piccole e medie dimensioni, integrandole rapidamente nell’organico ed evitando così costose manovre à la Facebook o Google (che per la stessa cifra ha da poco acquistato i termostati 2.0 di Nest Labs). L’acquisto di Beats cambierebbe equilibri di lungo corso all’interno di Apple, o meglio, rappresenterebbe un cambio di filosofia di una realtà che da antesignana ai tempi del binomio iPod/iTunes, si è resa probabilmente conto di non poter continuare a giocare tutto in casa.
Apple ha sempre venduto nei suoi store le cuffie di Beats e le due aziende condividono l’unione di qualità e design dei loro prodotti (non molto tempo fa, all’epoca del lancio dell’iPhone 5c, il settore marketing dell’azienda aveva lanciato lo slogan #PerfectMatch puntando sui colori quasi corrispondenti delle sue cuffie e dei nuovi telefoni) ma è evidente che grosso peso nella trattativa è stato riservato a Beats Music, servizio di streaming che negli Stati Uniti sta ottenendo un crescente successo totalizzando, dal suo lancio a gennaio ad oggi, più di mille iscritti al giorno e aumentando esponenzialmente questi valori in seguito a una partnership con l’operatore At&t (che ha offerto una prova gratuita per 30 giorni ai suoi clienti).
Interessante, infine, notare che se da una parte l’estrema appetibilità del mercato dell’ascolto in streaming digitale, premiato soprattutto dai giovani e giovanissimi negli ultimi mesi, è innegabile, dall’altra il successo di Beats e Pono si è legato a doppia mandata a una filosofia/strategia commerciale che ha messo al centro l’artista e la qualità del suo output sonoro (nel video qui sotto, Dr Dre già in festa per la – non ancora formalizzata – vendita).
UPDATE 14 maggio 2014:
Confermato l’acquisto di Beats Electronics da parte di Apple. Secondo il Wall Street Journal i co-fondatori della società Jimmy Iovine e il musicista Dr. Dre potrebbero assumere il ruolo di consulenti dirigenziali a Cupertino, lavorando così gomito a gomito con Tim Cook. Pare inoltre assodato che Iovine abbandonerà il ruolo di presidente della Interscope Geffen A&M Records (divisione Universal Music Group) per garantire a Apple una profonda ristrutturazione del software e dei servizi di iTunes volta a riguadagnare terreno rispetto al grosso calo di download (-13,3% rispetto al 2013) registrato negli ultimi mesi, calo dovuto anche al successo dei servizi di streaming in abbonamento come Spotify.
UPDATE 29 maggio 2014:
Ora la conferma dell’acquisto di Beats Music da parte di Apple appare anche sul blog ufficiale del celebre servizio di streaming musicale. “La musica è una parte molto importante delle nostre vite e occupa un posto speciale all’interno dei nostri cuori alla Apple”, ha dichiarato Tim Cook, CEO del brand di Cupertino, “per questo abbiamo continuato ad investire nel settore musicale e a mettere insieme team straordinari per creare i più innovativi prodotti e servizi a livello mondiale“. Il co-fondatore di Beats Music, Jimmy Iovine, ha invece affermato: “Ho sempre saputo che Beats Music avrebbe fatto parte di Apple. L’idea di base che avevamo, quando abbiamo dato il via al progetto, era ispirata dalla grande capacità di Apple di sposare cultura e tecnologia“.
